Collaborazione coordinata e continuativa e regime dei minimi

La circolare n. 17/2012 contiene importanti chiarimenti circa il nuovo regime dei minimi, sopratutto riguardo il requisito della mera prosecuzione.“Si ha una mera prosecuzione della stessa attività in precedenza esercitata quando quella intrapresa presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale ma viene svolta in sostanziale continuità, ad esempio nello stesso luogo, nei confronti degli stessi clienti ed utilizzando gli stessi beni dell’attività precedente”, così recita la circolare n. 17/2012.

Per quanto riguarda le novità, invece, si segnala l’interpretazione, contenuta nella circolare in commento, secondo cui non preclude l’accesso al regime dei minimi lo svolgimento in precedenza di altra attività in base ad un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero di lavoro a tempo determinato, in quanto rapporti caratterizzati da una marginalità economica e sociale. Tuttavia, precisa l’Agenzia, “per esigenze di certezza e di semplificazione”, la condizione in questione è verificata laddove l’attività di co.co.co. o di lavoro a tempo determinato sia stata svolta per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio antecedente la nuova attività intrapresa.

In buona sostanza, è possibile individuare due fattispecie:
– se il rapporto di co.co.co. o di lavoro a tempo determinato, svolto in precedenza, ha avuto una durata non superiore a 18 mesi (un anno e mezzo, ossia metà del triennio), la nuova attività non costituisce mai mera prosecuzione, a prescindere dalle modalità di svolgimento della stessa, e quindi anche nell’ipotesi in cui il “minimo” utilizzi gli stessi locali, ovvero abbia come unico (o prevalente) cliente l’ex datore di lavoro o committente;
– se il rapporto di co.co.co o di lavoro a tempo determinato, svolto in precedenza, ha avuto una durata superiore al predetto periodo di 18 mesi, è necessario verificare, caso per caso, che “le due attività da porre a confronto vengano svolte in ambiti che richiedono competenze non omogenee”.

In merito a tale ultima ipotesi, l’Agenzia esemplifica due casi:
– il primo, con esito positivo, riferito ad un medico neurologo lavoratore dipendente che intenda avviare l’attività di musicista, nel qual caso evidentemente le due attività svolte sono diametralmente opposte e, quindi, non è mai possibile ravvisare una mera prosecuzione;
– il secondo, con esito negativo, riferito ad un medico ortopedico dipendente che intenda avviare un’attività di medico libero professionista, anche in altra branca della medicina, attingendo dallo stesso bacino d’utenza in precedenza utilizzato per lo svolgimento dell’attività di lavoro dipendente (coincidenza di pazienti), sia pure per prestare loro cure differenti.

6 commenti su “Collaborazione coordinata e continuativa e regime dei minimi”

  1. Buongiorno,
    Faccio l’Ostetrica.
    Dal 18 gennaio 2010 al 17 gennaio 2013 ho lavorato come dipendente presso azienda pubblica a tempo determinato.
    Purtroppo dopo i 3 anni il contratto ovviamente non è più rinnovabile.
    Mi hanno però proposto di lavorare presso di loro con partita IVA, poiché è l’unica soluzione che loro hanno er continuare a farmi lavorare presso di loro.
    La mia domanda è, posso accedere ai regimi dei minimi.
    Apparentemente vedo che c è mera prosecuzione tuttavia non sono rimasta a casa per mia volontà ne per quella della ditta! Cordiali saluti

  2. Buongiorno, ho la necessità di aprire partita iva. Al momento sto “fatturando” come prestazione occasionale ad un’azienda (per consulenza trading e gestione conto); posso aprire una partita iva con regime dei minimi?la mera prosecuzione non mi risulta coinvolgere le occasionali, ma non sono esperto.
    Dopo l’apertura della partita iva, avrei bisogno ovviamente della gestione della contabilita’ del regime dei minimi (ove sia possibile, attendo vostra gentile conferma).
    Attendo una Vostra risposta e porgo cordiali saluti.

    1. Cristian Marra

      Buongiorno,
      confermo che non si tratta di mera prosecuzione, quindi rispettando tutti gli altri requisiti può aderire al regime dei minimi (fatturato < € 30.000 annui). Il primo anno di attività il limite viene rapportato. Sarà tenuto all'iscrizione alla gestione separata inps. L'aliquota contributiva sarà del 27,72%. Può versare con aliquota ridotta se è iscritto ad altra forma previdenziale (se per es. è contemporaneamente dipendente e versa i contributi come dipendente).

  3. Buongiorno, ho svolto per 9 anni l elettricista a tempo indeterminato presso un artigiano. Da poco mi sono licenziato e ho aperto la p iva con regime dei minimi. Avendo miei mezzi, beni strumentali, clienti diversi può esserci prosecuzione d attività. La collaborazione saltuaria con il vecchio datore può creare problemi? Grazie

  4. Buonasera, ho lavorato dal 15/11/2014 al 31/05/2015 come infermiera con contratto a tempo determinato (20 ore settimanali) come dipendente di una cooperativa. Dal 1/06/2015 al 9/06/2015 ho avuto una trasformazione del contratto a tempo indeterminato (sempre 20 ore settimanali). Ho dato le dimissioni volontarie il 9/06/2015 e ho deciso di aprire la partita iva per lavorare in un’altra struttura. Si può parlare di mera prosecuzione di attività? Il commercialista mi ha detto che se fossi stata licenziata, quindi disoccupata non per mia volontà, potevo aderirvi… in questo caso no. Grazie in anticipo

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