Vuoi sapere come aprire un ristorante in casa, meglio conosciuto come Home Restaurant e sapere quali sono le autorizzazioni che devi chiedere? Vediamo qual è la normativa fiscale, i costi per aprire la partita iva.

Come aprire un ristorante in casa: autorizzazioni

Si tratta di un’attività volta ad organizzare cene, feste presso il proprio domicilio in determinati giorni della settimana, dietro il pagamento di un corrispettivo in denaro. Quindi una vera e propria attività economica. La Risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015 del M.i.s.e. (Ministero dello Sviluppo Economico) ha fornito importanti indicazioni a riguardo sulla regolamentazione dell’attività di cuocochef a domicilio e ha colmato importanti lacune del nostro ordinamento. Vediamo quali sono gli adempimenti fiscali e le autorizzazioni di cui hai bisogno.

– Prima di tutto per svolgere l’attività occorre possedere i requisiti professionali. Si tratta infatti di somministrazione di alimenti e bevande. Per sapere quali sono ti rimando al sito della Camera di Commercio. Se non li possiedi puoi frequentare degli appositi corsi ed ottenere così l’attestato utile per svolgere l’attività. I corsi hanno un costo di circa 500-600 euro. Alcuni titoli di studio, come la Scuola Alberghiera o la Laurea in Biologia, ti consentono di accedere direttamente al corso di aggiornamento.

– Ottenuti i requisiti professionali devi presentare la documentazione per aprire l’attività. Tra questi devi inoltrare in via telematica la Scia (Segnalazione di Inizio Attività) al Suap (Sportello Unico Attività Produttive – in Comune per capirci). Questo è un altro punto fondamentale e occorre fare molta attenzione. Il mio consiglio è quello di chiedere informazioni in comune, perché possono esserci regolamentazioni diverse e particolari da regione a regione. Sicuramente sono richiesti i requisiti igienico-sanitari, il piano HACCP, quindi specifiche autorizzazioni all’Asl. Nel modello Scia devono, tra gli altri, essere indicati i mq dell’abitazione destinata all’attività. Prima che il Ministero dello Sviluppo Economico emanasse la risoluzione l’attività era libera e non occorreva neanche presentare la Scia.

– Apertura Partita Iva, Iscrizione Registro Imprese. Non sono assolutamente d’accordo con chi considera questa tipologia di attività occasionale e basta quindi una ricevuta di prestazione occasionale. I costi per aprire la partita iva si aggirano intorno alle 100 euro tra bolli e diritti da versare in Camera di Commercio. Anche queste pratiche vengono ormai fatte in via telematica.

– Iscrizione Inps. L’iscrizione comporta il pagamento dei contributi previdenziali, 3.600 euro annui da pagare in 4 rate (16-02; 16-05;16-08;16-11).

Aprire un home restaurant

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