Coefficiente di redditività: cos’è e come funziona

Il coefficiente di redditività nel regime forfetario serve per determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva del 5% o 15% a seconda dei casi. Il reddito infatti non si determina come differenza tra ricavi e costi.

I costi non vengono più presi in considerazione. Si veda a proposito un nostro precedente articolo sulla deducibilità dei costi nel regime forfettario.

In questo scenario assume particolare importanza il coefficiente di redditività, che viene individuato in base all’attività che il contribuente svolge.

Cos’è il coefficiente di redditività

Il coefficiente di redditività è una percentuale variabile dal 40 all’86%, che si applica al reddito imponibile su cui viene poi calcolata l’imposta del 5%, imposta che sale al 15% dopo i primi cinque anni.

Le attività professionali hanno una percentuale di redditività più alta rispetto ad un’attività commerciale, la quale ha investimenti più alti, quali ad esempio merci e costi vari.

Coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ateco

In basso la tabella dei coefficienti che variano sensibilmente in base alle diverse attività.

• Per le Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) coefficiente redditività è il 40%
• Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9: 40%
• Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81: 40%
• Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89: 54%
• Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68): 86%
• Intermediari del commercio 46.1: 62%
• Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56): 40%
• Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88): coefficiente redditività 78%
• Altre attività economiche: 67%.

Calcolo tasse regime forfettario: un esempio

Facciamo un esempio per capire come funziona.

Prendiamo il caso di un professionista con compensi pari a 10.000 euro. Il coefficiente di redditività come detto è 78%. Avremo quindi una base imponibile su cui calcolare l’imposta di 7.800 euro *15%= 1.170 euro di imposta da versare.

Il software di compilazione della dichiarazione dei redditi esegue il calcolo in modo del tutto automatico. I dati vanno inseriti nel quadro LM, destinato ai contribuenti che hanno optato per il regime forfettario.

A tal proposito potrebbe interessarti l’articolo: Come si compila il quadro LM 

4 commenti su “Coefficiente di redditività: cos’è e come funziona”

  1. Ho letto che si starebbe rivedendo il nuovo regime dei minimi ritornando sostanzialmente all'attuale. In attesa di novità vorrei chiedere se in ogni caso non convenga il regime ordinario. A fronte di maggiori adempimenti c'è la possibilità di recuperare IVA, utilizzare detrazioni e deduzioni ecc. per cui alla fine forse conviene. E così? Importa te il Vs. parere. Grazie e cordiali saluti

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    • Buongiorno Claudio, corretto quanto da lei scritto. Ad oggi non c’è nulla di definitivo. Proprio ieri il sottosegretario all’economia Zanetti, nel corso della trasmissione televisiva Ballarò, ha dichiarato che il nuovo regime fiscale così com’è non va bene, perchè penalizza alcune categorie (a mio avviso i professionisti). Ancora la legge deve entrare in vigore che già dicono che non va bene.
      In presenza di oneri detraibili (interessi su mutui, spese mediche) e costi sostenuti (che nel nuovo regime non si deducono) potrebbe in alcuni casi convenire addirittura il regime ordinario di tassazione (Irpef, iva…). Deve essere fatta quindi, a mio avviso, una valutazione caso per caso, non ci può essere una risposta univoca.

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  2. Salve,
    sarà la dicitura coefficiente di “redditività” che mi confonde, ma non capisco una cosa: con questo eventuale nuovo regime sarò ancora in grado di aprire una partita iva e allo stesso tempo avere un lavoro da dipendente?
    Qui sembra si parli di reddito, come se la % del coefficiente venga calcolata sul reddito totale della persona e non solo sul fatturato dell’attività con cui apro la p.iva.. Sto dicendo un’inesattezza giusto?
    Grazie mille

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    • Non c’è nessun divieto per un lavoratore dipendente di aprire partita iva ed aderire (se si rispettano tutti i requisiti) al nuovo regime agevolato che farà il suo esordio dal 01 gennaio 2015.
      Il coefficiente di redditività viene applicato al reddito prodotto solo con la partita iva e viene tassato separatamente dal reddito da dipendente (niente cumulo).

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