Il futuro nel commercio elettronico è l’innovazione nei pagamenti. Una delle principali tendenze è la possibilità di non dover più inserire i dati della carta di credito quando si fanno gli acquisti su internet.
Il primo operatore a offrire questa possibilità è stato PayPal, che ha messo a disposizione un wallet a cui associare carte di pagamento o un conto corrente: basta digitare la pas­sword del conto PayPal, senza inserire ulteriori dati. E con il nuovo servizio Check-in, adesso è possibile concludere un acquisto in un punto vendita fisico, autenticandosi dallo smartphone.
Il sistema ha fatto proseliti: anche Master­ Card ha lanciato il servizio Master Pass, un wallet che consente di dematerializzare le carte e concludere gli acquisti solo selezio­nando la modalità di acquisto sul sito del merchant aderente e inserendo la password.
Ed è in fase di sperimentazione anche il wallet di Visa, V.me, che al momento in Italia è offerto da IngDirect. «Ing fornirà un portafoglio digitalizzato, dove sono presenti tutte le carte del cliente, che lo agevoli durante gli acquisti online da Pc emobile»,spiegano dalla banca. «L’evoluzione futura punterà sull’ampliamento del servizio anche negli acquisti face to face, permettendo di completare qualsiasi pagamento giornaliero attraverso lo smartphone», aggiungono.

A guidare la rivoluzione nei pagamenti sono le tecnologie che consentono di pagare con dispositivi mobili, non solo su internet.
Se chi fa acquisti online può oggi evitare di tirare fuori la carta di credito,chi li fa nei ne­gozi fisici può fare a meno addirittura di avere il portafoglio: basta avere uno smartphone con una tecnologia Nfc (near field com­munication) e avvicinarlo a un lettore Pos
dotato della stessa tecnologia. Con i Pos Nfc si potrà pagare allo stesso modo anche con una carta di credito contactless. E, in entrambi i casi,sotto i 25 € non sono necessari firma e Pin. Il telefono può essere usato come un portafoglio anche per scambiare denaro peer-to-peer,cioè da utente a utente, in tempo reale. Con Jiffy,il «whatsapp dei pagamenti» lanciato da Sia, si può inviare denaro a ciascun contatto della propria rubrica. Per adesso, ad avere lanciato il servizio Jiffy in Italia è stata UbiBanca, ma nel 2o15 altre banche aderiranno al circuito.«Le adesioni da parte del mercato sono già arrivate da oltre il 55% del mercato italiano», afferma Alessandro Bragazzi, responsabile pagamenti evo­luti di Ubi. La caratteristica principale di questo servizio «è il trasferimento della somma in tempo reale,quando oggi sui circuiti Sepa i bonifici viaggiano con un ritardo da qualche ora a un giorno»,aggiunge. Per mandare denaro a qualcuno basta indicare l’importo e selezionare il contatto dalla rubrica (che ovviamente deve avere un account Jiffy,e avere in precedenza assodato all’account le coor­dinate del proprio conto corrente o di una prepagata con Iban). «Per adesso la nostra app UbiPay fa tre cose diverse-spiega Bra­gazzi – cioè permette di inviare denaro con Jiffy; di pagare in modalità contactless in negozio direttamente dal telefono; o di acqui­stare online con MasterPass. Ma la miglioreremo a breve, rendendone più immediato l’utilizzo e aggiungendo molte funzioni, come la possibilità di pagare bollettini postali e ricariche telefoniche».

Permette i pagamenti peer-to-peer anche Wow, un’app lanciata di recente da CheBanca, che consente di creare un borsellino virtuale su cui aggregare le carte di pagamento, il conto corrente, il conto PayPal, per pagare in mobilità.«L’app sta andando molto bene, spiega Raimondo Penta,direttore prodotti di CheBanca – a oggi abbiamo registrato 17 mila download e senza particolare pubblicità.
Wow può essere usato anche per pagare bollette, bollettini postali, ricariche telefoniche, canone Rai, bollo auto, carte di trasporto e per il trasferimento di denaro peer-to-peer di Paypal.«A oggi sono stati pagati 120mila € di bollettini postali con Wow», afferma Penta, che giudica gli strumenti come questo particolarmente efficaci anche per l’e-commerce.
In teoria, lo standard Sepa avrebbe dovuto promuovere anche la diffusione dei bonifici per lo shopping online:«Un’iniziativa del genere è già partita, ma pochissimi merchant hanno aderito, perché il bonifico resta una procedura farraginosa, se raffrontata con la rapidità di pagamento con un wallet».

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