Qualora un contribuente interessato alla voluntary disclosure instauri un rapporto con un professionista o intermediario destinatario della legge antiriciclaggio, occorrerà attivare i normali presidi di collaborazione attiva e passiva: quindi identificazione, verifica adeguata, registrazione e segnalazione dell’operazione sospetta.

L’obbligo di attivare tale procedure è indipendente dall’adesione o meno alla voluntary disclosure, visto che per la legge antiriciclaggio impone l’obbligo dal momento in cui viene conferito un incarico che comporti per i professionisti la resa di un prestazione professionale e per gli intermediari; non è pertanto necessario una modifica o una integrazione ad hoc per la voluntary disclosure. Misure rafforzate saranno invece necessarie in caso di elevato rischio di riciclaggio come l’emersione di capitali in paesi ad alto rischio in base alle indicazioni Gafi (Iran, Ecuador, Myanmar, Algeria, ecc.).

Ricordiamo che la segnalazione delle operazioni sospette è basata sul presupposto imprescindibile della provenienza criminosa dei beni e che i reati tributari siano orami il presupposto del riciclaggio e, a partire dal 1° gennaio, anche dell’autoriciclaggio. Le procedure inerenti la disclosure di norma non presentano indicatori di anomalia contemplati dai provvedimenti della Banca d’Italia e Ministero della giustizia, tuttavia possono rientrare negli schemi dei comportamenti anomali elaborati dalla Uif, come ad esempio frodi fiscali internazionali e frodi sulle assicurazioni, frodi sull’iva comunitaria, trust utilizzato in modalità anomalo, giochi o scommesse, ecc.

Per la voluntary disclosure non vi sono esoneri dalla segnalazione e l’esonero generico previsto per i professionisti dall’art. 12 del D. Lgs n. 231 del 2007 deve essere valutato con attenzione. L’assistenza del professionista in materia di disclosure può infatti riguardare la consulenza ma anche altri aspetti come la gestione del denaro, l’apertura e chiusura dei conti correnti, costituzione, liquidazione di società, trust o altre operazioni di natura finanziaria.

Da ultimo occorre ricordare che la segnalazione di operazione sospetta è un atto distinto dalla denuncia dei fatti penalmente rilevanti qualora dovuta deve essere comunque effettuata indipendentemente dall’eventuale denuncia all’autorità giudiziaria (l’obbligo di denuncia è comunque previsto dall’art. 333 del codice di procedura penale e sanzionato dall’art. 709 del codice penale).

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