Qualche giorno fa mi ha contattato Marco con la necessità di aprire una partita iva per la vendita online di oggetti usati in dropshipping, di seguito puoi leggere la sua email:

Salve,
Vi contatto perchè ho bisogno di una consulenza possibilmente nella maniera più chiara, dettagliata ed esaustiva possibile, poichè dopo uno svariato documentarmi sia online che offline tra spiegazioni tecniche, ho bisogno di comprendere cose nella forma completa.
Premesso ciò, vorrei aprire una partita IVA nel più breve tempo possibile, il settore di cui stiamo parlando è commercio elettronico in dropshipping. Ci tengo a precisare che non ho intenzione di aprire almeno per ora un sito e-Commerce, ma mi riferisco a vendite su piattaforme quali eBay, Amazon e social network come Facebook.
Attualmente vendo su eBay in dropshipping, parliamo di prodotti ricondizionati, quindi usati e riportati a nuovo, non nuovi effettivamente.
Attualmente il mio fornitore si trova in un paese extra-UE, e si occupa lui della spedizione al cliente finale. Per cliente intendiamo privato, non azienda.
La mia intenzione è quella appunto di svolgere l’attività da casa e quindi usare la mia abitazione anche come luogo di lavoro. In più rientro nella categoria under 30 avendo 27 anni.
Dato che ho bisogno di essere seguito da un commercialista esperto proprio in commercio dropshipping online, ho bisogno di ricevere informazioni nella maniera più semplice e chiara possibile. L’importante è che mi venga spiegato in maniera chiara (preferibilmente con esempi) per comprendere bene.
Dato che ho necessità di aprire partita IVA in tempi non brevi, ma brevissimi, ho bisogno di capire bene le seguenti cose:
  1. Con il regime forfettario vorrei capire in maniera chiara come avviene il calcolo in termini di percentuale di ciò che devo in contributi, di ciò che posso detrarre, tetto massimo prestabilito per il regime forfettario in termini di limiti annuali di reddito. Limite massimo di fatturato pari a 50000 con coefficiente di redditività del 40%
    Breve esempio di calcolo: Supponiamo che oggi apro la partita IVA e a fine anno ho un volume di 70000, su questo sottraggo il 40% di coefficiente di redditività che è pari a 28000, sulla quale verrà applicata la ritenuta, che ancora non ho capito se è del 5% o del 15%, ma supponiamo che sia del 15%, quindi in questo caso dovrei pagare 4200. La cosa che non mi è chiara è il limite massimo fatturato di 50000 a cosa fa riferimento, al reddito complessivo o al reddito complessivo con coefficiente di redditività applicato?
  2. Come calcolo quanto effettivamente devo all’INPS? Ci sono altri costi fissi o spese di cui non sono a conoscenza che devo sostenere?
  3. Tenendo in considerazione sia il fattore di operare in casa sia che sono under 30, questo mi dà diritto ad agevolazioni? Se si quali e cosa comprendono?
La ringrazio della cortese attenzione e per aver dedicato del tempo alla mia questione, in attesa di un suo riscontro.

 

Vendita oggetti usati online

Schematizzanvendita-oggetti-usati-onlinedo, Marco mi chiede principalmente 3 cose:

  • Se può aderire al regime forfettario vendendo prodotti ricondizionati (quindi usati).
  • Quanto deve versare di contributi Inps.
  • I Costi fissi per svolgere l’attività.

Ecommerce prodotti ricondizionati (usati) e regime forfettario

In base all’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014, la vendita di beni usati è una delle cause di esclusione dal regime forfettario. Quindi se vendi prodotti usati l’unico regime contabile è il regime di contabilità semplificata.

Più nello specifico all’usato si applica un particolare regime che si chiama “regime del margine” art. 36 DL 41/95. L’iva da versare allo stato si calcola sul margine positivo, cioè prezzo di vendita – prezzo di acquisto.

Non entro nel dettaglio perché non è il tema che tratto in questo articolo.

Quindi per rispondere al quesito n. 1, SE VENDI USATO NON PUOI ADERIRE AL REGIME FORFETTARIO.

Affidarsi ad un commercialista esperto in ecommerce è come puoi ben capire sempre la soluzione ottimale per evitare un contenzioso con il Fisco.

Quanto si deve pagare di contributi Inps

Come detto al punto 1) il nostro cliente non può aderire al regime forfettario; non può di conseguenza neanche usufruire dell’agevolazione contributiva riservata ai contribuenti forfettari.

Quindi i contributi Inps da pagare ammontano a circa 3600 euro annui fissi + un ulteriore 23,19% solo sulla parte di reddito che supera 15.548 euro annui. Il limite di reddito su cui calcolare la parte variabile di contributi da versare viene stabilito annualmente dall’Inps.

Faccio un esempio per capirci. Se il tuo utile è 25mila euro, i contributi variabili da versare ammontano a: 25.000-15.548= 9.452*23,19%= € 2.192,00 sommati ai contributi fissi (3.600) fanno un totale di € 5.792.

Costi fissi per svolgere l’attività

Una volta l’anno, entro il 16 giugno, si paga il diritto annuale al registro imprese (53 euro). Non ci sono altri costi fissi.

Dropschipping e dazi doganali

Mi preme infine evidenziare un aspetto molto importante. Per quando riguarda gli acquisti di prodotti da fornitori extra-UE, debitore di dazi ed iva in dogana è il cliente finale. Attenzione però perchè un’importante sentenza del 2011 della corte di giustizia dell’Ue ha ritenuto responsabile del mancato pagamento di dazi ed iva in dogana anche il rivenditore in Dropshipping.

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