calcolo maggiorazione 0,40Nonostante la scadenza del 7 luglio, non si chiudono le porte per quanto riguarda i versamenti a saldo e primo acconto per i contribuenti che sono soggetti agli studi di settore. Si potrà pagare dall’8 luglio fino al 20 agosto con un aumento dell’imposta dovuta (interesse dello 0,40%).

Con l’approvazione del Dpcm 13 giugno 2014, i contribuenti minimi e quelli soggetti agli studi di settore, entro il 20 agosto 2014, potranno pagare imposte che derivano da Unico. Della suddetta proroga potranno usufruire tutti i contribuenti che intendono partecipare a società  che applicano studi di settore o ad associazioni o imprese che sono soggette a studi di settore. Per quanto riguarda le società di capitali, la scadenza del versamento del saldo Ires e Irap è associata alla data d’approvazione del bilancio. Questa proroga, in ogni caso, fa riferimento a tutte le società che hanno il termine del versamento delle imposte che coincide con la scadenza del 16.6.2014.

I contribuenti che non possono servirsi della proroga, per il pagamento delle imposte inerenti a Unico dovranno rispettare il termine del 16 luglio. In poche parole stiamo parlando di soggetti che non sono titolari di Partita Iva,  soggetti titolari di partita Iva che non conseguono redditi d’impresa, contribuenti soggetti a parametri e coloro che hanno ricavi e compensi che non superano i 5.165.569 euro.

Come calcolare la maggiorazione dello 0,40%
La scadenza del 16 luglio/20 agosto prevede una maggiorazione del pagamento delle imposte pari allo 0,40% del debito dovuto. La maggiorazione dovrà essere versata con l’imposta e dovrà essere calcolata sull’importo dovuto al netto di possibili crediti scomputabili. In pratica bisogna prima compensare e successivamente calcolare la maggiorazione sulla differenza che viene fuori. Nel caso in cui ci sia una compensazione totalenon sarà applicata alcuna maggiorazione. Se il pagamento della maggiorazione non verrà effettuato, la sanzione verrà applicata soltanto sulla differenze che viene versata e non sull’importo totale. Il versamento, a questo punto, sarà considerato carente e non tardivo: su un versamento di 50.000 euro non verrà applicata la sanzione del 30% (15.060 euro). Al contrario la sanzione di 60 euro sarà calcolata sulla differenza tra quanto versato nel termine luogo e quanto dovuto a titolo di imposte e maggiorazione dello 0,40%.

Tutti i pagamenti che vengono effettuati entro il termine lungo possono essere rateizzati. Secondo l’articolo 20 del decreto legge n.241/1997, si possono rateizzare i versamenti di saldo e la prima rata di acconto in modo che il debito d’imposta sia suddiviso in un numero di rate scelte del contribuente.