Mi si chiede se è possibile per un convivente detrarre il 36%. Beh, sì. Vediamo perché. Le persone fisiche che possono godere della detrazione del 36% o del 50% sono il proprietario, il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale sull’immobile (uso, usufrutto, abitazione), l’inquilino, il comodatario, il socio di cooperative non a proprietà indivisa, l’assegnatario di alloggio anche se non ancora titolare di mutuo individuale (possessore) e quello di cooperative a proprietà indivisa, assegnatario di alloggi (detentore). E possono beneficiarne anche il familiare convivente e il promissario acquirente con il preliminare registrato. Vi ricordo che per familiare si intende il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, è idoneo anche chi si trova in una “situazione di convivenza” di colui che sostiene le spese con il familiare che è possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori. Non è necessario che il fabbricato sia l’abitazione principale dell’intestatario e del familiare convivente, ma che i lavori siano effettuati su una delle abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza.