L’esistenza della trasmissione di tipo telematico così come della tracciabilità dei pagamenti condurrà al superamento degli odierni registratori di cassa. Tale situazione comporterà una maggiore prevenzione dell’evasione fiscale, riducendo i controlli a quelli più mirati.

Tuttavia, la possibilità di una riduzione delle tasse risulta essere minata dal necessario percorso volto a risanare i conti, al fine di ottenere il pareggio di bilancio. A tal proposito, all’interno della legge di Stabilità sarà introdotta una clausola di salvaguardia per mezzo della quale scatterebbe un aumento dell’Iva e delle altre imposte indirette di circa 12,4 miliardi a partire dal 2016, di 17,8 nel 2017 e, infine, del 21,4 nell’anno 2018.

Queste or ora citate sono indicazioni, seppur in contrasto tra loro, a cui è possibile pervenire mediante la lettura dei documenti oggetto di approvazione da parte del consiglio dei ministri nei giorni passati, e ora comunicati in versione definitiva. In particolare, insieme all’aggiornamento del Def, il ministero dell’Economia ha comunicato le ragioni alla base dello slittamento del pareggio di bilancio e del suo conseguimento. Non solo, ha richiesto alla Ue e al Parlamento una nuova deroga, in virtù della situazione di crisi economica nonché dell’impegno di approvare riforme strutturali nuove.

Il ministro Padoan, infatti, in Italia come in Europa si v’è il rischio di una spirale di stagnazione e deflazione tale da compromettere la ricchezza delle famiglie, le prospettive dei giovani e, dunque, l’intero tessuto sociale.

Da qui la richiesta di rallentare il percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio. Peraltro, al disavanzo va aggiunta l’incidenza del debito, dovuto anche all’apporto meno consistente delle privatizzazioni. A far registrare esiti positivi sarà solo la discesa della spesa per interessi, che sul 2014 sarà minore delle precedenti stime.

Di più difficile quantificazione sono gli introiti derivanti dalla lotta all’evasione fiscale negli anni a venire. Al momento le valutazioni si attestano intorno ai 91 miliardi all’anno di volume delle imposte rubate allo Stato. Per il 2014 il recupero si prevede di più di dieci miliardi. Il governo, inoltre, intende abbandonare la stagione dei condoni ed attuare nei prossimi anni una strategia che intende contrastare l’evasione mediante la tracciabilità dei pagamenti e l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi in capo ai commercianti.

Tutto questo, in base a quanto affermato dal Governo, dovrebbe condurre all’abbandono dei misuratori fiscali nonché delle ricevute fiscali considerati, infatti, strumenti di scarsa efficacia; ciò, di conseguenza, determinerebbe meno oneri da parte delle imprese.