contabilita-ordinaria-quando-e-obbligatoriaSia che si tratti di contabilità semplificata sia che si tratti di quella ordinaria, risulta sempre una buona pratica approfondire e ripetere i concetti relativi al fisco e alla normativa vigente in materia tributaria.

A tal proposito, la contabilità ordinaria rientra nel regime contabile solo in determinati casi appositamente previsti dall’ordinamento italiano. È di conseguenza obbligatorio l’accesso a tale regime per le società di capitali, le SRL, le SPA, le SAPA e, infine, le Società cooperative; per qualunque impresa oltrepassi i 400.000 euro di affari, se si tratta di prestazione di servizi, e i 700.000 euro, se si tratta di vendita di beni. Infine, i professionisti possono scegliere questa tipologia di regime contabile soltanto su opzione: medesimo discorso vale per quanto detto precedentemente, quindi, è possibile in ogni caso preferire il regime in esame, seppur la scelta non sia vantaggiosa in termini di mera  attività di gestione.

Ciò detto, viene da chiedersi quali siano le caratteristiche poste alla base della contabilità ordinaria.

Ebbene, essa presume una gestione globale dell’impresa. A differenza di quanto avviene per il regime di contabilità semplificata rilevante è l’importanza che ricopre la parte finanziaria e patrimoniale come: i conti in banca, le uscite e le entrate, i beni sia materiali che immateriali. Questo al fine di operare una corretta tenuta della contabilità.

In questo caso, dunque, non è sufficiente la sola registrazione di acquisti e di vendite unitamente al calcolo delle imposte, bensì devono essere descritti in maniera scrupolosa: ogni singolo movimento dell’impresa, i pagamenti e i relativi incassi. Tutto questo per godere di una visione completa dell’impresa.

Più di tutte, le società di capitali sono obbligate in tal senso. Su di esse, infatti, pende l’obbligo della redazione del bilancio di esercizio. Esso è previsto dalla legislazione vigente, perciò, va da sé che non può essere per nessuna ragione  eluso.

Ma è proprio questo, ossia l’esigenza di tenere conto dei movimenti dell’impresa, che determina i costi e anche i ricavi derivanti dai movimenti finanziari e patrimoniali per la tenuta della contabilità ordinaria rispetto alla contabilità semplificata e al regime dei minimi.

Allo stato delle cose, sono i commercialisti, o chi per essi, ad operare sul maggiore numero di documentazioni possibile insieme a tutta una sequenza di altri dati. Tutto questo allo scopo di tenere una contabilità tanto ordinata quanto precisa, e scattare una fotografia dell’impresa giorno dopo giorno, anno dopo anno.

 

 

 

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4 Responses to Contabilità ordinaria quando è obbligatoria?

  1. Stefania scrive:

    Buongiorno
    una domandina: per la contabilità (ordinaria) di una srl semplificata (la famosa srl ad 1 euro) vige l’obbligo di nadare da un commercialista? o è possibile provvedere da se alle varie adempienze?
    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Nessuna legge impone di avere un commercialista. Ovviamente bisogna essere in grado di fare tutto da se. Gli adempimenti a cui sono obbligate le srl semplificate sono gli stessi delle srl ordinarie.

  2. Marianna scrive:

    Una società inattiva può ricevere fatture di acquisto avendo già partita iva per i lavori da fare nei locali dove svolgerà l’attività aziendale?

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