Causa il persistere della crisi e delle sue inevitabili ripercussioni, il tasso di rischio sui prestiti in Italia è cresciuto in modo ulteriore; questo è quanto ha spiegato l’Associazione Bancaria italiana.

Nel mese di gennaio del 2014, le sofferenze nette sono state pari a poco più di 80 miliardi, mentre le lorde di 160,4 miliardi; determinando un rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali del 4,38%. Ancora, il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi, nel gennaio del 2014, è dell’8,4%. Questo dato ha un precedente abbastanza lontano che risale, infatti, all’aprile del 1999, quando il rapporto tra sofferenze e prestiti aveva toccato l’8,42%, eguagliando e superando, seppur di poco, il prima citato picco dei crediti più a rischio.

Per di più, la raccolta a medio e a lungo termine, calcolata su base annuale, è in netta diminuzione, per un calo di circa 53 miliardi di euro all’anno e a danno dell’erogazione dei prestiti sia a medio che a lungo termine.

Nel mese di febbraio di quest’anno, i depositi hanno subito un aumento rispetto a febbraio dello scorso anno, mentre l’andamento della raccolta nel suo complesso ha fatto registrare una diminuzione di quasi quaranta miliardi di euro in confronto a febbraio del 2013. Da prima che iniziasse la crisi ad oggi, la raccolta da clientela è aumentata, dando vita ad un aumento, calcolato in valore assoluto, di ben poco più di 200 miliardi. I prestiti bancari, poi, restano essenzialmente stabili nella loro dinamica.

Anche i finanziamenti a famiglie e imprese subiscono un deciso calo determinando, su base annuale, una variazione dal -3% dal -4,5%. Ciò a causa della perdurante sviluppo negativo delle grandezze più importanti della macroeconomia.

Da prima che iniziasse la crisi ad oggi, i prestiti all’economia hanno subito una netta diminuzione insieme a quelli alle famiglie e alle imprese. Ciò vale anche sui tassi di interesse sui prestiti che sono scesi a livelli molto bassi, basti pensare che il tasso medio applicato alle nuove operazioni volte all’acquisto di abitazioni si è assestato al 3,44%.

Al 3,42 % si colloca il tasso medio applicato alle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, mentre al 3,89% quello sul totale dei prestiti e, infine, all’1,83% quello totale della raccolta bancaria da clientela.

In lieve diminuzione è, invece, il tasso applicato sui depositi che si colloca allo 0,93%, quello sulle obbligazioni al 3,38%; in sostanziale stabilità rimane quello sui Pronti Contro Termine con l’1,73%.

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi approfondimenti pubblicati nel blog

TROVA-FINANZIAMENTI

RICHIEDI INFORMAZIONI

RICHIEDI INFORMAZIONI

Inserire il codice di sicurezza
captcha
Accetto la politica privacy