federalismo-tasseLavorare per pagare le tasse fino al 29 settembre e soltanto all’indomani iniziare a lavorare per se stessi. E’ il destino di molte pmi stante ai calcoli dell’osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole imprese, con qualche differenza geografica.

E’ uno degli effetti del federalismo fiscale: allo stato paghiamo le tasse necessarie per i servizi centrali, agli enti locali, comuni e regioni in primis, quelle per i servizi locali. E’ cosi accade che in quattro città, Roma, Reggio Calabria, Bologna e Firenze il giorno della liberazione delle tasse quest’anno arriva al fatidico 29 settembre. Andava dal 22 al 29 agosto appena tre anni fa, mentre a Cuneo all’estremo opposto della classifica, la liberazione è proprio il caso di dirlo giungerà il 25 luglio, appena tre giorni dopo la data di tre anni fa.

Naturalmente la pressione fiscale è direttamente proporzionale. Più del 74% a Roma che però sconta i costi e i disagi dell’essere capitale e appena se così si può dire il 56% a Cuneo. Una forbice che si è allargata negli ultimi tre anni e la cui composizione varia e di molto a seconda della città. Chi fa pagare di più il possesso dei fabbricati, chi la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Alla fine dei conti però a parità di dimensioni e fatturato un imprenditore che a Roma quest’anno pagherà ad esempio 37.000 euro di tasse vedrà un suo omologo cunese pagarne 28.000 euro.