studi di settore evasione fiscaleCome detto in precedenza sembra proprio che il sistema di ricostruzione presuntiva dei ricavi, che è basato sugli studi di settore, molto probabilmente sarà sostituito da altri controlli. La volontà dell’Agenzia delle Entrate di creare un piano di intervento in tema di controlli per il 2014, che consideri gli scostamenti degli studi come criterio selettivo per poi effettuare accertamenti sulle posizioni, sembra essere forte. In poche parole l’Agenzia ha dichiarato che i dati contenuti degli studi non saranno più utilizzati favorendo metodi di ricostruzione induttiva. Questa scelta ha impensierito le associazioni di categoria che hanno realizzato gli studi di settore regolandoli in base alle realtà territoriali e alle tipologie di impresa.

Ecco la dichiarazione fatta da Claudio Carpentieri, responsabile delle politiche fiscali e societarie di CNA: “Dopo aver impiegato anni di lavoro per realizzare un sistema condiviso di determinazione dei ricavi, adesso si corre il rischio concreto che a chi si discosta dagli studi non venga ricostruito il reddito partendo dai valori degli stessi studi di settore, ma che gli uffici rivedano la posizione del contribuente sulla base di analisi interne”. Gli studi di settore quindi avranno valore soltanto per coloro che vi rimangono assoggettati e accedono al regime premiale.

Secondo la CNA, c’è il rischio che i contribuenti alla fine decidano di spostarsi da un livello di ricavi presunto mettendo a rischio il gettito che finora hanno garantito. Il motivo del cambiamento sarebbe il fatto che gli Uffici hanno un bel pò di difficoltà a gestire gli scostamenti per quanto concerne la congruità e la necessità di valutazione che richiedono un tempo di lavoro troppo eccessivo. Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, ha dichiarato che la sua associazione preferisce di gran lunga gli studi di settore come strumento condiviso con le Entrate. Per Luigi Mandolesi, responsabile per le politiche fiscali del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, questa categoria non dovrebbe essere sottoposta agli studi di settore poiché hanno un reddito di cassa. Alla fine si è deciso di intervenire sugli studi di settore poiché ormai è uno strumento obsoleto che non si confà con la realtà della crisi. Ad oggi comunque è considerato evasore totale la persona che utilizza un codice di esclusione errato nel modello degli studi, sottoponendolo ad accertamento induttivo. Non resta che sperare in uno scenario migliore in modo da scoprire nel dettaglio gran parte degli interventi che sono “in cantiere”.