Strumenti per finanziare le imprese – Il decreto sullo Sviluppo 83/2012 ha inteso realizzare alcuni provvedimenti per incentivare il finanziamento delle imprese, in particolar modo le Srl. L’articolo 32 del decreto titolato “Strumenti di finanziamento delle imprese” al comma 8 prevede che, dalla sua entrata in vigore, le cambiali finanziarie emesse da società di capitali, cooperative e mutue assicuratrici, che non siano banche o micro imprese, siano esenti da bollo e i loro interessi possono essere dedotti anche se hanno il saggio superiore all’1,25% annuo. Per tali operazioni è obbligatorio che vi sia uno “sponsor” che assista l’emissione (banca o altro operatore finanziario). Tale soggetto (sponsor) deve mantenere nel proprio portafoglio titoli una quota che va dal 2% al 5% del valore totale emesso.

Un vantaggio per le Srl –
Con questa novità presente nel Decreto, s’intende incentivare fiscalmente tale strumento di finanziamento (cambiali finanziarie), soprattutto per le Srl, che a differenza delle altre società di capitali non possono emettere prestiti obbligazionari. Così una persona fisica che intende finanziare una società a responsabilità limitata, potrà farlo come finanziatore esterno, senza doverne diventare socio. La scelta, rispetto al caso dei versamenti effettuati dai soci, conviene fiscalmente al finanziatore, mentre è indifferente per la società.
Lo sponsor – Il ruolo del soggetto che deve assistere all’emissione delle cambiali e al supporto nella fase di collocamento può essere assunto da una banca, da un’impresa d’investimento, da una società di gestione armonizzata, da una società di investimento a capitale variabile, ma con succursale costituita nel territorio italiano.
Lo sponsor classifica, rendendo pubbliche le classificazioni adottate, l’emittente al momento dell’emissione distinguendo almeno cinque categorie di qualità creditizia per poi metterle in relazione con le operazioni garantite. Lo sponsor è obbligato a segnalare per ciascun emittente se l’ammontare di cambiali finanziarie in circolazione è superiore al totale attivo corrente rilevabile dall’ultimo bilancio approvato.

Deducibilità – Dal 12 agosto 2012, gli interessi passivi relativi alle cambiali finanziarie, emesse dalle Srl, sono deducibili anche se sono maggiori rispetto al tasso ufficiale di riferimento Bce, aumentato di due terzi (articolo 3, comma 115, Legge 54/1995). Le cambiali devono essere sottoscritte da investitori qualificati che non sono soci direttamente o indirettamente della società che li emette. La deduzione non è più limitata al tasso dell’1,25%, ma deve solo rispettare il test dell’articolo 96, Tuir (deduzione nel limite degli interessi attivi e del 30% del Rol).

Altri requisiti – Potranno beneficiare di tale vantaggio le Srl che occupano più di nove persone e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo superiore a 2 milioni, cioè tutte le società non definite micro-imprese dalla raccomandazione della Commissione Europea, n. 2003/361/CE.

Aspetti fiscali – In capo al percettore degli interessi della cambiale finanziaria, dal 1° gennaio 2012 si applica la ritenuta alla fonte del 20%, ma dal 26 giugno 2012 è possibile applicare l’imposta sostitutiva del 20% sugli interessi delle cambiali emesse da questa data dalle “società diverse dalle banche e dalle società quotate”, quindi, anche per le Srl (articolo 32, comma 10, D.L. 83/2012). Sugli interessi erogati per il finanziamento soci, la società deve trattenere una ritenuta del 20%, a titolo d’acconto (articolo 26, comma 5, D.P.R. 600/73).

Fonte: fiscal focus

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