contabilita-srl-semplificataÈ ovvio che, da un lato il trend economico odierno e, dall’altro, la spiccata inclinazione ad entrare in crisi inducono i titolari tanto delle piccole e medie quanto delle grandi aziende italiane, a porsi degli interrogativi.

Questi riguardano, in maggior misura, il proprio futuro come anche i modi per tutelare il proprio patrimonio personale.

Una larga fetta della piccola imprenditoria, infatti, titolare di ditte individuali, soci di una SNC e i cosiddetti soci accomandatari di una SAS sono a conoscenza del fatto che fa capo a loro la responsabilità illimitata, e solidale, per le obbligazioni che si sono assunte come imprenditori individuali o come soci della società.

Ovviamente quanto appena detto sopra può risultare poco chiaro a coloro che non sono esperti in materia economica, legale e tributaria. Per questa ragione va precisato che con l’affermazione di prima s’intende che nel caso in cui si dovessero assumere debiti per conto dell’impresa, sia che si tratti di una ditta o di una società di persone, l’imprenditore è obbligato a risponderne, non soltanto con il patrimonio dell’impresa, ma anche con il proprio patrimonio personale e, dunque, con la propria abitazione, con l’automobile, con il conto corrente personale e via in questa direzione.

A ridurre tale tipologia di rischio, è la SRL. Questo tipo di società, infatti, è di per sé responsabile con il proprio patrimonio: va da sé che il singolo socio diviene responsabile entro i limiti del proprio conferimento per le obbligazioni prese in carico dalla società.

Ma, se da un lato i soci delle SRL e SRL semplificate dalla possibilità di limitare al minimo i rischi, godono di un vantaggio di tutto rispetto, è pur vero che gli stessi , vanno in contro ai costi di gestione come anche di costituzione. Quest’ultimi, in particolare, sono assai più elevati di quelli che presenta una ditta individuale o una società di persone.

Allo stato delle cose, viene da chiedersi cosa può succedere nello specifico per le SRL e per le SRL semplificate o anche se si può adottare un regime di contabilità semplificata e, in ultima analisi, se è possibile non redigere il bilancio.

Ebbene, tutti questi quesiti sono caratterizzati da una risposta negativa e il motivo è semplice. Il regime naturale, infatti, che è fatto valere in materia di SRL e le SRL semplificate, si basa sulla contabilità ordinaria.

Questo, sia chiaro, al di là di quale sia l’entità degli affari.

 

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10 Responses to Contabilità Srl semplificata: obbligo tenuta contabilità ordinaria

  1. Gianluigi scrive:

    Il caso è di una srl partecipata al 100% da una srl, fornitore della srl italiana, di altro stato comunitario.
    La casa madre intende dedicare parte del proprio capannone (magazzino) come magazzino merci della Srl italiana. Con il trasferimento della proprietà (e relativa fatturazione) della merce contestualmente al passaggio della medesima nel magazzino dedicato.
    Di fatto la Srl italiana non avrebbe la merce fisicamente in Italia, pur avendo la proprietà e contabilmente la giacenza di merce.
    Ho fatto una ricerca in merito, ma non ho trovato norme specifiche che vietino la possibilità di detenere la merce all’estero. Indicazioni contrarie si desumo dalle linee guida dettate dalla GdF in tema di verifiche, le quali impongono il controllo fisico del magazzino onde poter applicare, se del caso, la presunzione in base alla quale tutta la merce non riscontrata in magazzino viene ritenuta ceduta senza emissione di fattura.
    Per ovviare all’inconveniente ho consigliato al Cliente di non procedere per questa via, ma bensì utilizzando l’istituto contrattuale del consignment stock. In base a tale contratto il fornitore deposita la merce nel magazzino dedicato al cliente (srl italiana) che ne ha disponibilità ma non la proprietà. Al momento in cui la società italiana cede la merce e quindi la estrae dal magazzino per la spedizione, si realizza la cessione tra il fornitore e la società italiana, con i conseguenti obblighi di fatturazione. La srl italiana non ha quindi alcuna giacenza di magazzino. Il Cliente si ostina invece a voler perseguire tale intento, delirando anche sull’istituzione di una stabile organizzazione all’estero per il magazzino (privo di ogni autonomia negoziale la cui gestione e movimentazione viene gestita con personale della srl estera e con totale assenza di personale della srl italiana).

    • Cristian Marra scrive:

      Se la S.r.l. italiana intende istituire un proprio deposito magazzino in altro Paese Comunitario, ritengo debba innanzitutto dotarsi di un titolo di possesso idoneo (proprietà, contratto di locazione o comodato) sull’immobile (luogo fisico) in cui viene depositata e custodita la merce acquistata, istituendo così una stabile organizzazione all’estero per la quale, come da lei giustamente sottolineato, dovrebbe avere sufficiente indipendenza, personale dipendente e autonomia di gestione. Ma quale sarebbe l’utilità di un simile percorso, di certo non poco oneroso, se poi la commercializzazione della merce acquistata avviene in Italia?

  2. Gianluigi scrive:

    Il motivo di fondo è quello di risparmiare sui costi di logistica approfittando del comodato d’uso del magazzino del fornitore ed effettunado un solo trasporto dal luogo d’origine direttamente al cliente. Aprire una stabile organizzazione con personale dedicato ci fa tornare al punto di partenza.
    Rimango dell’idea che il “consignment stock” rimanga l’unica soluzione che possa evitare problematiche fiscali.

  3. andrea scrive:

    Buonasera,
    abbiamo a parte a Novembre un punto vendita al dettaglio di articoli per la scuola ed l’ufficio, dobbiamo preparare l’autofattura circa i beni da noi utilizzati per lo svolgimento dell’attività (penne,risme, ed accessori vari)
    esiste un modello ?
    grazie

  4. Mauro scrive:

    Buonasera. E’ possibile aprire una SRLS e, rimanendo entro una determinata soglia di redditi annuali, non pagare i contributi INPS?
    I presunti introiti dovrebbero derivare da pubblicità all’interno di un sito internet. Non stiamo parlando di chissà che cifra ma senza partita iva non posso fatturare alle società estere (mentre da privato posso essere pagato dalle società italiane in quanto mi applicano una ritenuta del 20%, cosa che quelle estere non fanno).

    • Cristian Marra scrive:

      Se il socio di srls esercita in modo continuativo e prevalente l’attività prevista dall’oggetto sociale è soggetto a contribuzione previdenziale.
      Se il socio svolge l’attività in modo non continuativo e/o non prevalente (attenzione che bisogna prepararsi a dimostrarlo) allora puo omettere l’iscrizione

  5. Mauro scrive:

    I contributi INPS sono comunque sempre limitati al reddito conseguito giusto? Avere un sito internet con delle pubblicità può essere considerata attività commerciale o artigianale?

    • Cristian Marra scrive:

      I contributi sono in misura fissa a prescindere dal reddito conseguito e poi a percentuale superando un tetto massimo di reddito.

  6. Patrizia scrive:

    Salve, avrei bisogno di un aiuto. Dovendo modificare la denominazione di una srl, resta sempre l’atto notarile da fare oppure adesso si può’ fare con verbale e comunica? Grazie.

    • Cristian Marra scrive:

      Purtroppo è obbligatorio ancora l’atto notarile. Solo il cambio di indirizzo della sede se nello stesso comune può essere fatto senza l’intervento del notaio.

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