srl semplificata chiarimentiLa disciplina relativa alle nuove Srl e Srls per alcuni aspetti risulta essere ancora poco chiara. In particolare, quest’inconveniente trae origine dalle numerose azioni legislative che si sono susseguite in breve tempo e rese indispensabili dalla necessità di fornire soluzioni rapide alla forte crisi economica. Tutto questo per rendere più competitive le imprese.

L’introduzione delle società a responsabilità limitata a capitale ridotto, ad esempio, è avvenuta mediante l’art. 44 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, ed è stata abolita dall’ordinamento con il D.L. 28 giugno 2013, n. 76.

Di conseguenza, attualmente chi ha intenzione di avviare un’attività tutta propria avvalendosi della forma giuridica della società a responsabilità limitata, ha a disposizione tre soluzioni. La prima è rappresentata dalla società a responsabilità limitata ordinaria, quando il capitale sociale è superiore a 10.000 euro; la seconda dalla società a responsabilità limitata a capitale minimo, quando il capitale sociale è racchiuso tra 1 euro e 10.000 euro e, infine, la terza dalla società a responsabilità limitata semplificata.

Tutte e tre posso essere adottate a prescindere dall’età e usufruendo di normative diverse per esigenze specifiche. Non a caso, l’imprenditore che intende costituire una società con una cifra inferiore ai 10.000 euro può ricorrere alla Srl a capitale minimo o alla Srl semplificata godendo, nella prima ipotesi, della libertà d’intervento in merito alle clausole relative allo statuto e all’atto costitutivo, nella seconda, vincolandosi all’atto costitutivo standard, tuttavia, risparmiando su quelli che sono gli oneri di costituzione. Che la scelta ricada sull’uno o sull’altra ipotesi, comunque, i conferimenti dovranno essere effettuati in denaro, nel momento della costituzione.

Può tuttavia capitare che, anche nel caso delle Srl a capitale minimo, si vogliano eseguire conferimenti di beni in natura. Ebbene, in questo caso, la strada percorribile è rappresentata dalla possibilità di effettuare l’iscrizione di tali beni a riserva, tuttavia, bisogna valutare che questa ipotesi non è esentata da alcuni delicati aspetti, uno su tutti, il pericolo di elusione delle norme in materia di valutazione nonché stima dei conferimenti.

Sempre in materia di accantonamento delle riserve, poi, incertezze potrebbero nascere in merito al sovrapporsi della disciplina della Srl a capitale ordinario e quella della Srl a capitale minimo.

Basti pensare, infatti, a una Srl nata con 9.000 euro. Ebbene, secondo le norme attualmente in vigore devono essere accantonati il 20% degli utili fino al raggiungimento dei 10.000 euro. Di conseguenza dovrebbe bastare accantonare 1.000 euro.

Ora, la domanda è: si può proseguire con la distribuzione integrale degli utili? Ad essere richiamate, in questo caso, sono le norme in materia di Srl ordinarie, in base alle quali è indispensabile accantonare il 5% degli utili netti di ogni anno fino a che la riserva non arrivi ad un quinto del capitale sociale.

Contrariamente, sulle società a responsabilità limitata a capitale minimo con una riserva legale che, se sommata al capitale sociale, raggiunge i 10.000 euro, non pende l’obbligo di dar vita in seguito ad una nuova riserva legale.

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