social card sudDopo il lancio del tutto sperimentale della carta acquisiti avvenuto nel 2013, questa si presta a subire delle modifiche che sono state pubblicate all’interno della Gazzetta Ufficiale e sono state apportate mediante il Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2013. In particolare, è stata predisposta l’agevolazione a tutte le regioni del Sud e la distribuzione delle risorse in base all’estensione della popolazione che risulta versare in condizioni maggiormente bisognose.

Al di là di questo, tra le novità più importanti figurano l’aumento della soglia di reddito, che sale, dal 2014, a 607 euro al mese. Peraltro, per calcolare l’importo della carta acquisiti, devono essere escluse dal nucleo familiare le persone a carico ai fini Irpef solamente se non sono conviventi.

Ad ogni modo, la social card in esame è disciplinata dal D.I. del 10 gennaio 2013, che l’ha introdotta, in maniera sperimentale, nelle 12 città più grandi d’Italia, e cioè: a Bari, a Bologna, a Catania, a Firenze, a Genova, a Milano, a Napoli, a Palermo, a Roma, a Torino, a Venezia, a Verona. Questo beneficio, peraltro, ha una durata annuale ed è concessa anche per la durata di due mesi in virtù del numero di persone che compone il nucleo familiare, variando da 281 a 404 euro.

Come già accennato poc’anzi, il Decreto Giovannini ha fissato alcune modifiche al nuovo beneficio, prevedendo la sperimentazione anche ai territori del Meridione che non sono ancora coperti, il tutto per una spesa di 140 milioni di euro nel 2014 e di 27 milioni di euro nel 2015.

Il Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2013, comunque, stabilisce diversi requisiti per l’accesso alla social card, come: la situazione economica, le caratteristiche della famiglia e la condizione lavorativa. Per ciò che concerne il primo requisito, è richiesto il possesso dell’Isee che non superi i 3 mila euro; della casa di abitazione che abbia un valore inferiore a 30 mila euro; di un patrimonio mobiliare e immobiliare sotto gli 8 mila euro e della fruizione di trattamenti economici a carattere previdenziale, indennitario e assistenziale che non superi i 600 euro al mese.

Va, inoltre, precisato che l’indennità tiene in considerazione il tasso Istat di aumento delle pensioni, di conseguenza, il limite è da intendersi alzatosi a 607,20 euro al mese in riguardo alla sperimentazione 2014. Infine, fino al 13 febbraio 2014, non venivano contate le persone a carico ai fini Irpef diverse dal coniuge e dai figli, dal 14 febbraio 2014, invece, quell’esclusione è possibile nel caso in cui queste persone risultino anche “non conviventi” con il soggetto richiedente.