Sono trascorsi ben undici anni dalla sottoscrizione della convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino. Finalmente il 3 ottobre 2013 l’accordo tra i due Stati è entrato in vigore e sarà efficace a partire dal 1° Gennaio 2014.

Uno degli elementi di maggiore importanza è senza dubbio lo scambio di informazioni che i due stati si possono scambiare per prevenire l’elusione e l’evasione fiscale.
I dati acquisiti, in base alle disposizioni Convenzionali, dovranno essere tenuti segreti e comunicati, esclusivamente, alle persone o alle Amministrazioni incaricate all’accertamento o alla riscossione.

Segreto bancario San Marino

segreto bancario san marinoLa novità principale è l’abolizione del segreto bancario. L’art. 26, par. 5, stabilisce infatti che uno Stato non può rifiutarsi di fornire le informazioni solo perché detenute da una banca.
Le limitazioni poste al segreto bancario sono previste dall’art. 26, par. 3, lett. b), della Convenzione, che prevede l’impossibilità di imporre l’obbligo di fornire dati e documenti che non potrebbero essere conseguiti in base alla propria legislazione interna.

Conseguenza di ciò sarà l’uscita di San Marino dai paesi Black List e conseguentemente, l’impossibilità di applicare la presunzione di residenza, di cui all’art. 2, co. 2-bis, D.P.R. 917/1986, che individua quei territori fiscalmente privilegiati nei quali il trasferimento di residenza di un cittadino italiano, salvo prova contraria, non è opponibile al Fisco. In sostanza, la definizione della residenza fiscale avverrà in base alle disposizioni dell’art. 4 della Convenzioni contro le doppie imposizioni.
Tale disposizione, conforme al Modello OCSE 2010, definisce il c.d. tie break rules, ovvero una serie di criteri per determinare, in ipotesi di dual residence, quale dei due Stati contraenti dovrà prevalere nel considerare residente il contribuente persona fisica.
Come si evince chiaramente dal disposto convenzionale, i criteri in questione non sono già alternativi tra loro, ma seguono un ordine gerarchico ai fini della loro applicazione. I criteri forniti dal Modello OCSE sono i seguenti:
√ “abitazione permanente”;
√ “centro degli interessi vitali”;
√ “soggiorno abituale”;
√ e “nazionalità”.

La fuoriuscita dai paesi paradisiaci ai fini della residenza fiscale avrà come ulteriore conseguenza positiva per le imprese e i professionisti, quella di non dover più segnalare all’Agenzia delle entrate le transazioni effettuate nei confronti di fornitori o clienti situati nella Repubblica sammarinese.