Un professionista con compensi complessivi pari a 32.000 euro, precisamente costituiti da 26.000 euro di onorari e 6.000 euro di rimborso spese per trasferte, può fruire del regime dei contribuenti minimi?

 

Uno dei requisiti previsti per rientrare “naturalmente” nel regime dei minimi, introdotto dall’art. 1, commi da 96 a 117, L. n. 244/2007 (Finanziaria 2008), riguarda l’ammontare dei ricavi che deve essere non superiore a € 30.000.

Per il calcolo del limite dei 30.000 euro, si fa presente che nell’ambito del reddito conseguito in regime dei minimi, i rimborsi spesa sono esclusi dal reddito solo se si tratta di anticipazioni finanziarie di costi riferibili a terzi, quale può essere l’anticipazione di una tassa per il rilascio di un certo documento intestato al cliente del professionista.

Discorso diverso sono invece i rimborsi spese incassati per l’esercizio dell’attività, come per esempio le spese per trasferte. In questo ultimo caso essi concorrono alla determinazione del reddito.

Ricapitolando:

– i rimborsi derivanti da anticipazioni in nome e per conto, non rientrano nel calcolo del limite di 30.000 euro;

– i rimborsi incassati per l’esercizio dell’attività concorrono al calcolo del limite di 30.000 euro.

 

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2 Responses to Rimborsi spese, regime dei minimi e calcolo del limite di 30.000 euro

  1. rossana scrive:

    Ho deciso di aprire partita iva agevolata dopo che il mio contratto di lavoro dipendente a tempo determinato e’ scaduto nel mese di maggio 2013.
    Ho quindi intrapreso l’attivita’ di operatore socio sanitario e per il momento ho un solo committente con cui non ho mai avuto rapporti di lavoro in precedenza. Il commercialista di quest’ultimo ha sollevato alcune obiezioni circa la mia liceita’ ad aderire alla partita iva agevolata in quanto sostiene che io ho svolto in passato, anche se da dipendente, la medesima professione. Io mi sono documentata leggendo la circolare dell’agenzia delle entrate dove viene ben esplicato il concetto di mera prosecuzione che, a mio parere non dice che non posso aderire al regime agevolato perche’ in passato ho svolto la medesima attivita’ in qualita’ di dipendente e per conto di societa’ che nulla hanno a che fare con il mio committente.
    Qualcuno mi sa dire se ho inteso bene io oppure ha ragione il commercialista del mio committente?
    Ringrazio anticipatamente.

    • Cristian Marra scrive:

      Salve, infatti sono d’accordo con la sua interpretazione. E’ vero che l’attività è la medesima, ma viene svolta in luoghi diversi, verso clienti diversi e non viene svolta utilizzando gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro. Non si configura quindi, a mio avviso, mera prosecuzione e quindi può aderire al regime dei minimi.

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