rimborsi ivaLa disciplina relativa ai rimborsi IVA ha subito una rivisitazione mediante l’art. 13 del Decreto legislativo sulle Semplificazioni Fiscali.

Tale misura ha apportato un numero consistente di emendamenti, dando origine a una serie di conseguenze. Innanzitutto, i rimborsi IVA di importo non superiore ai 15.000,00 possono essere richiesti senza che sia necessaria la presentazione della garanzia, bastando la sola presentazione della dichiarazione o istanza trimestrale.

Ancora, i rimborsi IVA di importo superiore ad 15.000,00 euro non richiedono la presentazione della garanzia da parte dei contribuenti virtuosi, nell’ipotesi in cui sull’istanza attestante il credito è presente il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa posta dall’organo di controllo e se si presenta la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Al contrario, i rimborsi su citati necessitano della presentazione della garanzia nel caso di contribuenti non virtuosi, di contribuenti a rischio o, ancora, di contribuenti virtuosi che non appongono sull’istanza attestante il credito il visto di conformità o la sottoscrizione dell’organo di controllo o non provvedo o alla presentazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o, infine, in caso di soggetti passivi che presentano richiesta d i rimborso dell’eccedenza detraibile che risulta all’atto della cessazione dell’attività.

In riferimento alla soglia dei 15.000,00 euro, essa è da intendersi riferito non alla singola richiesta, bensì alla somma delle richieste di rimborso eseguite nell’arco dell’intero periodo d’imposta.

Nel caso di contribuenti a rischio che svolgono un’attività d’impresa da un periodo di tempo inferiore ai 2 anni, la presentazione della garanzia ai fini dell’ottenimento dei rimborsi superiori ai 15.000,00 euro è assolutamente necessaria.

Dal momento che la normativa si riferisce esclusivamente allo svolgimento di attività d’impresa, è verosimile pensare che il su citato limite non è da considerarsi applicabile anche a coloro che esercitano attività di lavoro autonomo.

Di conseguenza, questi ultimi possono avanzare la richiesta di rimborsi di importo superiore ai 15.000,00 euro senza la presentazione della polizza fideiussoria, purché dall’istanza attestante il credito si appone il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa dell’organo di controllo e si presenta la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

In ultima analisi, va chiarito che il calcolo dei due anni deve riferirsi allo svolgimento effettivo dell’attività d’impresa che, dunque, inizia con l’esecuzione della prima attività e non con l’apertura della partita Iva. Il concludersi dei due anni, tra l’altro, fa riferimento alla data in cui è avvenuta la richiesta del rimborso annuale o trimestrale.