riforma catasto aumentiLa commissione Finanze del Senato, lo scorso venerdì, ha detto sì al decreto attuativo della delega, dedicato alle commissioni censuarie per la riforma del Catasto. Si tratta di un passo importante verso la ridefinizione totale delle unità, categorie e dei valori catastali attuali con lo scopo di avvicinarli alla situazione reale del mercato. Dopo che la commissione Finanze del Senato ha dato il via, è compito della Camera licenziare il decreto legislativo riguardante la riorganizzazione delle commissioni censuarie, attuativo anche della delega fiscale che è contenuta nella legge 23/2014. Il Governo ha come scopo quello di garantire un’invarianza di gettito che possa evitare degli aumenti generalizzati.

In molti si augurano che lo scopo del Governo venga raggiunto in modo da evitare che ci sia una vera e propria resa dei cittadini al fisco. Tra le città in cui il nuovo Catasto sembra provocare un aumento maggiore delle rendite ci sono Pistoia, Pesaro e Messina. In questi capoluoghi i valori catastali sono molto più lontani delle quotazioni medie di mercato. In seguito all’ok dato al primo decreto attuativo, il confronto tra valori fiscali e quotazioni immobiliari mostra la sproporzione tra una città e l’altra: a Pistoia, l’Imu e la Tasi si pagano su una base imponibile di 73 mila euro mentre, a Pordenone, l’imponibile è 126.000 euro rispetto a un prezzo di 150.000 euro.

Mentre si cerca di capire come sarà attuata la revisione, alcune abitazioni potranno vedere una crescita del valore fiscale particolarmente rilevante mentre, altre, potranno subire incrementi più contenuti o addirittura delle riduzioni. Sono molte le condizioni che provocano l’aumento oppure la riduzione delle rendite. In primis bisogna tenere conto del posizionamento dell’immobile in centro oppure in periferia. Le abitazioni situate in zone centrali hanno subito una maggiore rivalutazione delle quotazioni immobiliari e quindi sono soggette al rischio di incremento della base imponibile con il nuovo catasto. Tra i fattori che possono provocare un incremento della base imponibile ci sono la realizzazione di nuovi impianti, l’afflusso di residenti stranieri, la presenza di aree industriali dimesse. Il discorso è diverso per tutte quelle zone in cui si sono costruite nuove metropolitane, progetti di riqualificazione e piste ciclabili. Il rapporto tra il prezzo di mercato e il valore catastale può oscillare anche in seguito alla realizzazione di lavori di recupero edilizio con successo aumento della rendita catastale. Ci sarà anche un cambiamento per la metratura: il concetto di vano sarà sostituito dai metri quadrati: a parità di superficie, tutti gli immobili con meno vani adesso hanno agevolazioni fiscali che potrebbero perdere con la riforma del catasto.