busta paga renziIn questi giorni è stata annunciata dal governo Renzi una buona notizia per i lavoratori dipendenti: meno Irpef con un risvolto positivo in busta paga di circa 80 euro al mese, e una riduzione dell’Irap per le imprese, i cui finanziamenti derivano dall’innalzamento dal 20 al 26 % della tassazione sulle rendite finanziarie.

Ma, le novità scatteranno per la fine del mese di maggio, quando i datori di lavoro, nella loro veste di sostituti d’imposta, saranno tenuti a applicare ai propri dipendenti le maggiori detrazioni d’imposta.

In particolare, la manovra in esame sarà diretta in primis ai circa 10 milioni di lavoratori dipendenti, che hanno un reddito imponibile compreso tra gli 8.000 e i 25.000 euro l’anno e poi, ma in misura leggermente minore, a quelli che guadagnano di più.

La detrazione in questione dovrebbe presentare un importo base di 2.000 euro. L’applicazione in cifre fisse dovrebbe avvenire fino ai 15 mila euro di reddito, e la decrescita dovrebbe iniziare fino ai 55 mila euro ma determinando nella parte bassa, una curva più consistente dell’attuale.

Il risultato, almeno fino alla soglia di 25 mila euro l’anno, dovrebbe essere una riduzione di imposta di 1000 euro su base annuale: il che vuol dire ogni mese poco più di 80 euro in più. Da qui i dieci miliardi a cui ha fatto riferimento il presidente Renzi.

Invero dato che l’applicazione partirà da maggio, il costo per quest’anno si aggirerà intorno ai sette miliardi di euro, per poi andare a regime a partire dal 2015.

L’operazione Irap prevede un taglio del 10 per cento rispetto al gettito relativo alle imprese private, di circa 24 miliardi. È un’ipotesi molto plausibile, tra l’altro, che il taglio sia applicato alla componente dell’imposta che preme sul costo del lavoro.

I 2,4 miliardi di minor gettito sono accompagnati da altrettanti 2,6 miliardi, che deriverebbero dal passaggio dal 20 al 26 % dell’aliquota prevista per l’imposta sostitutiva su diverse forme di rendita finanziaria. È prevista, tuttavia, l’esclusione dei rendimenti dei titoli di Stato, la cui tassazione resta al 12,5 per cento. Questo potrà comportare una caduta o meno di gettito o una maggiore difficoltà ad investire, chi può dirlo, c’è solo da attendere le conseguenze siano esse positive o negative.

Tra le altre cose, figura tra le misure rivolte alle imprese oggetto di approvazione quella che prevede un incremento del Fondo di Garanzia per il Reddito di ben 500 milioni.