Secondo la circolare 24 n. 6/E/2014, il reddito sintetico, ripristinato dal Decreto Ministeriale del 24 dicembre 2012, si ottiene dalla somma delle spese certe quali ad esempio quelle per l’affitto o il mutuo, delle spese per elementi certi come barche o cavalli, e, in ultimo, delle spese concernenti gli investimenti effettuati nel corso dell’anno, senza dimenticare le informazioni sulla quantificazione della quota di risparmio formatasi durante il periodo d’imposta.

Se si vogliono ottenere i dati di cui sopra, si può ricorrere a Unico. Anche le spese comunicate al fisco mediante la dichiarazione dei redditi, infatti, rientrano tra quelle certe; si tratta, in sostanza, delle voci di uscita che hanno accesso a detrazioni dall’imposta o a deduzioni dall’imponibile.

C’è da dire che è la tabella A allegata al Decreto Ministeriale del 24 dicembre 2012 che accorda la possibilità di usare, qualsiasi sia la spesa, i dati presenti nell’anagrafe tributaria, nei quali rientrano i dati emersi dalla dichiarazione dei redditi.

Per cui è chiaro come non sia il genere di spesa a stimarla come certa bensì il fatto il suo ammontare sia certo e, dunque, riscontrabile in maniera oggettiva, e conosciuta tanto dal contribuente quanto dall’Amministrazione finanziaria.

Ponendo l’attenzione sulla sezione I del quadro P, in cui si trovano tutte le spese per cui è prevista una detrazione del 19%, è possibile notare che ci sono molte voci di spesa che potrebbero essere usate per selezionare i soggetti da “controllare”.

Basti pensare che, per quanto riguarda le spese sanitarie, la circolare n.24/E del 2013 stabilisce che le spese portate a termine nell’arco dell’anno vengano attribuite al contribuente “tenuto conto di quanto indicato fra gli oneri detraibili nella dichiarazione e risultanti da dati certi”.

Considerazioni simili possono essere fatte anche per gli oneri e le spese per cui sono previste deduzioni dal reddito contenute nella sezione II del quadro RP. Inoltre la stessa circolare n. 24/E del 2013 segnala che l’importo dell’assegno corrisposto al coniuge sia “normalmente rilevato dagli oneri deducibili esposti in dichiarazione dal contribuente che la sostiene”.

Oltre a considerare le voci necessarie per effettuare la ricostruzione del reddito, è importante far caso anche al reddito che viene dichiarato durante il periodo d’imposta 2013. In poche parole, non bisogna dare importanza soltanto all’importo indicato all’interno del quadro RN ma prendere in considerazione anche gli interessi attivi esenti, la quota esentata dei dividendi da partecipazioni qualificate, i redditi soggetti a cedolare secca, gli eventuali redditi conseguiti in regime dei minimi e gli altri redditi esclusi o, in ultima analisi, esenti da imposizione di natura fiscale.