fisco-lezioni-privateSono un insegnante che saltuariamente impartisce lezioni private. Rilascio ai miei clienti una ricevuta in cui, oltre ai miei dati anagrafici e quelli dei miei clienti, indico la data e l’importo della prestazione. Tali somme vengono regolarmente indicate nella mia dichiarazione dei redditi. Ho due domande da porvi: 1) devo applicare la ritenuta d’acconto? 2) fino a quale soglia complessiva annua di reddito posso impartire ripetizioni senza aprire partita Iva?

 

Fisco lezioni private

L’effettuazione di lezioni private si connota, ai sensi dell’art. 67 lett. l) comma 1 del Tuir, come lavoro autonomo svolto in modo occasionale, in quanto esso implica attività episodiche, saltuarie e comunque non programmate. I compensi conseguiti andranno dichiarati nella sezione II-A del quadro RL di Unico PF (oppure, in caso di utilizzo del modello 730, nel quadro D, rigo D5, codice 2) e concorrono alla formazione del reddito complessivo al netto di tutte le spese inerenti eventualmente sostenute. Non sono richiesti ulteriori adempimenti, soprattutto da parte del committente, cui sono impartite le lezioni private, il quale, non rivestendo la soggettività di sostituto d’imposta (individuata dall’articolo 23, D.P.R. 600/1973) non è tenuto ad effettuare le ritenute alla fonte sui compensi corrisposti.

Al superamento della soglia dei 5.000 euro annui occorrerà aprire partita iva ed iscriversi alla gestione separata inps.

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2 Responses to Ricevuta occasionale per le lezioni private

  1. Ma il committente può scaricare la spesa?

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