reverse-charge-regime-forfettarioDal 2015 il nuovo reverse charge interessa imprese e professionisti più di quanto non avvenisse in passato, come per esempio le imprese di pulizia.
Per i soggetti in regime ordinario le fatture ricevute in reverse charge ed integrate dell’Iva, che devono essere registrate nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti, impattano l’imposta e nulla è dovuto all’erario.
Ad esempio un medico o qualsiasi altro soggetto che effettua operazioni esenti da Iva, che affidano ad un impresa le pulizie dello studio, riceve la fattura non soggetta ad Iva, deve integrarla dell’Iva e registrarla sia nel registro degli acquisti che delle vendite; però siccome il predetto soggetto non ha diritto alla detrazione, dovrà versare periodicamente l’imposta, adempimento che prima non faceva; per di più perde l’esonero dalla dichiarazione annuale Iva.
Analoga situazione si presenta per un imprenditore agricolo che opera nel regime speciale Iva di cui all’articolo 34 del Dpr n. 633/72 per il quale non opera la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e quindi ad esempio ha appaltato l’installazione di un impianto elettrico dovrà versare l’Iva all’erario. La norma non prevede l’ipotesi in cui l’agricoltore committente sia in regime di esonero Iva (volume d’affari dell’anno precedente non superiore a 7mila euro) il quale fra l’altro è esonerato dai versamenti. In base al dato letterale della norma l’agricoltore esonerato dovrebbe fare nulla, ma però tale situazione intralcia il sistema. Si osserva che in ordine agli adempimenti Iva l’agricoltore esonerato si trova in una situazione analoga ai contribuenti minimi/forfettari per i quali però la norma prevede espressamente che tali soggetti, versano l’Iva sugli acquisti in reverse charge.
I contribuenti minimi ed i nuovi forfetari emettono fattura senza applicazione dell’imposta ma segnalando che applicano il particolare regime; quindi il committente non deve integrare la fattura. Invece per le fatture d’acquisto essi risultano debitori d’imposta ed integrano le fatture ricevute in reverse charge e versano l’Iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

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