reverse-charge-imprese-di-puliziaDall’anno prossimo le imprese di pulizia non potranno addebitare l’Iva a nessun committente che sia un operatore economico, in
quanto il tributo dovrà essere assolto dal destinatario con il meccanismo del reverse charge.

Questa una delle misure contenute nel ddl stabilità 2015 dalle quali si attende un recupero di evasione stimato in complessivi 900 milioni.
Nel caso specifico, la novità comporterà però complicazioni per i committenti che svolgono attività esenti (assicurazioni, banche, finanziarie, medici ecc.), i quali saranno tenuti a maggiori adempimenti, tra i quali la presentazione della dichiarazione annuale Iva.
Secondo il ddl, al fine di contrastare le frodi all’Iva, dal 1° gennaio prossimo il meccanismo dell’inversione contabile sarà esteso:
– alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione impianti e di completamento relative a edifici (nuova lettera a-ter
aggiunta nell’art. 17, sesto comma, dpr 633/72), con un recupero di gettito di 650 milioni di sola Iva;
– in via temporanea, per quattro anni, ai trasferimenti di quote di emissione di gas serra o di unità similari (certificati verdi), nonché
alle cessioni di gas ed energia elettrica nei confronti di soggetti passivi rivenditori (nuove lettere d-bis, d-ter e d-quater), con un recupero di gettito di 250 milioni.
Per quanto riguarda il settore edile, le nuove disposizioni andranno ad aggiungersi, con carattere di specialità, a quelle della lettera a) dell’art. 17, che assoggettano all’inversione contabile le prestazioni di servizi dei subappaltatori. A differenza delle disposizioni vigenti, però, quelle in arrivo si applicheranno oggettivamente ai servizi considerati, allorquando resi nei confronti di soggetti passivi dell’Iva: pertanto non sarà richiesto che il rapporto sia riconducibile a un subappalto, né che il committente svolga a sua volta un’attività del settore edile. Questa ampiezza della portata delle disposizioni trova conferma nella relazione tecnica del ddl, ancor
meglio che in quella illustrativa: vi si legge, infatti, che per effetto della nuova norma, il regime dell’inversione contabile, «riguarderebbe non soltanto le opere effettuate nei contratti di subappalto, bensì tutte le prestazioni
rese nei rapporti B2B, anche nei confronti dei committenti che non operano nel settore edile o dei contraenti generali». Di conseguenza, le imprese che prestano servizi di pulizia, di demolizione, di completamento o di installazione impianti degli edifici, quando operano verso soggetti passivi Iva (imprese commerciali e agricole, professionisti), dovranno emettere la fattura senza l’addebito dell’imposta; imposta che sarà assolta dal destinatario previa integrazione della fattura, con il regime dell’inversione contabile. Di solito, questo regime, che mira a evitare comportamenti scorretti dei fornitori, rappresenta un vantaggio finanziario notevole per i clienti, i quali, anziché pagare l’imposta al fornitore, la iscrivono a debito verso l’erario nella contabilità e nel contempo, se svolgono attività con diritto a detrazione, iscrivono un corrispondente credito e chiudono la liquidazione a zero. La situazione cambia, però, qualora il cliente non abbia il diritto alla detrazione (perché svolge attività esenti, oppure soggette a regimi speciali, per esempio, agricoltura): in tal caso, infatti, l’imposta risulterà a debito dalla liquidazione periodica e dovrà essere versata all’erario, sicché il meccanismo si traduce in una complicazione degli adempimenti e può far venir meno l’esonero dall’obbligo della dichiarazione annuale concesso ai soggetti che effettuano solo operazioni esenti. In una situazione simile si sono trovati anni fa i dentisti a seguito dell’introduzione del reverse charge per le cessioni di materiali preziosi; nell’occasione, il dpr n. 315/2000 concesse la possibilità di effettuare le liquidazioni trimestrali senza interessi.

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2 Responses to Reverse charge esteso alle imprese di pulizie

  1. Edi Fabiani scrive:

    manca ancora che chi non paga nei termini fissati và a finire in galera e diventiamo un paese normale

  2. Omniservice scrive:

    un adempimento in meno

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