regime premiale congrui e coerentiA causa dell’aumento da 90 a 116, il numero degli studi di settore che possono accedere al regime premiale è in netta crescita, coinvolgendo così ben 26 nuovi studi di settore. Per essere precisi, ci saranno un milione e mezzo di contribuenti interessati per il periodo d’imposta 2013.

Secondo la norma, che è contenuta nel decreto legge Salva Italia, i contribuenti che dichiarano ricavi e compensi che sono uguali o superiori alle stime degli studi di settore possono godere di benefici come il blocco degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici. Vi è anche una riduzione pari a un anno che si riferisce ai termini di decadenza per l’attività di accertamento.

Tra i benefici, è’ prevista la determinazione sintetica del reddito complessivo a patto che lo stesso ecceda di 1/3 a quello dichiarato. L’Agenzia delle Entrate, in seguito al provvedimento del 25 giugno 2014, ha segnalato tutti coloro che possono effettuare l’accesso, per l’anno d’imposta 2013, al regime premiale. In seguito al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, nella lista degli studi ammessi sono state incluse 26 new entry rispetto al 2012. La scelta è stata fatta sulla base dei dati dichiarativi, delle valutazioni espresse dalle Organizzazioni di categoria e dalle modifiche agli studi previste dai decreti ministeriali 23 dicembre 2013 e 24 marzo 2014. C’è da dire comunque che, per il periodo d’imposta 2011, il regime premiale è stato applicato a 55 studi di settore. Nel periodo d’imposta 2012, invece, la platea si è sicuramente allargata in modo repentino. A favorirne l’aumento è stato anche il provvedimento delle Entrate 82537 del 5 luglio 2013 che prevedeva bonus, per tutti i soggetti coerenti e congrui, che operassero 90 dei 205 studi di settore di Unico 2013. Per quanto riguarda i restanti 114, con l’abbinamento si poteva attribuire solo l’esimente per il regime che è stato previsto per le società di comodo.

Tenendo conto delle ultime stime della Sose, con l’applicazione del regime premiale, è stato facilitato il salto in avanti  della compliance con un aumento pari a 1,8 miliardi di euro dei ricavi e 815 milioni di euro dei redditi dichiarati. In poche parole, il numero di soggetti che hanno potuto usufruire dei benefici previsti dal Decreto Salva Italia è cresciuto di tanto, precisamente del 71 per cento. Ma non è finita qui: grazie al nuovo provvedimento e all’allargamento degli studi di settore coinvolti, il numero potenziale raggiunge addirittura la quota 1.450.000 contribuenti.