novità regime dei minimi 2014Negli ultimi due anni, sono stati più di trecentomila i contribuenti a rientrare nel regime dei cosiddetti nuovi minimi.
Di chi stiamo parlando? Di giovani che si prestano ad avviare la loro prima attività, di professionisti autonomi, di ex dipendenti che non hanno più un lavoro e, sebbene in una percentuale minima, di pensionati che tentano di far quadrare i conti.

È ovvio che, essendo il nostro, uno dei Paesi più tassati, l’eventualità di pagare una sola imposta del 5%, assenti Irap e Iva,  diviene un’occasione da non lasciarsi sfuggire. A maggior ragione se si è tra coloro che rientrano nei requisiti fissati dall’ormai ex ministro Giulio Tremonti nel 2011.
Se si possiedono i requisiti per i minimi, infatti, è possibile godere di guadagni anche consistenti. Se al contrario, si versano le imposte ordinarie, il guadagno sarebbe quasi irrisorio. Al di là di questo, comunque, l’importo esatto è connesso alle addizionali comunali e regionali tanto all’Irpef quanto all’Irap, va da sé, dunque, che esse variano da territorio a territorio.
Stando così le cose, il guadagno è determinante per chi si trova a scegliere tra portare avanti la propria attività economica o, al contrario, chiudere i battenti.
Tanto più se si pensa che il regime dei minimi è destinato a chi guadagna fino a trentamila euro all’anno, a chi ha investito una cifra al di sotto dei 15mila euro di beni strumentali e, ancora, a chi non ha esercitato altre attività d’impresa munito di partita Iva nel corso dei tre anni precedenti.
Tutto questo fa sì che il regime finora preso in esame sia di sovente scelto da tutti quei giovani professionisti che entrano per la prima volta nel mercato come, ad esempio, gli avvocati, gli architetti, gli informatici, gli agenti di commercio, e via dicendo.
Ad oggi, è possibile sfruttare il fisco leggero per non più di cinque anni,  fatta eccezione per un caso: coloro che sono entrati prima di compiere 31 anni, infatti, hanno la possibilità di rientrare tra i minimi fino ai 35 anni d’età.
Tuttavia, tali regole potrebbero subire cambiamenti ben prima giacché il Ddl relativo alla delega fiscale, da poco approvato dalla Camera e ad oggi sotto attento esame del Senato, si propone l’obiettivo di riordinare tutti i regimi agevolati previsti finora, con lo scopo di semplificare anche la scelta per le micro-attività produttive.
Ciò detto, non resta altro che attendere tutte le novità che la delega fiscale di cui sopra, sicuramente porterà all’interno del cosiddetto regime dei nuovi minimi dall’anno 2014.

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