La nuova disciplina sui prossimi regimi agevolati in partita Iva comincia sempre più a delinearsi, mediante nuovi elementi che il Governo Italiano sta valutando di inserire nella prossima legge di stabilità. Niente rinnovo per il 2016 del regime di vantaggio ed entrata in vigore del solo forfettario per imprenditori individuali e lavoratori autonomi in possesso dei requisiti di legge, tra le possibili novità.

Applicazione forfettario 2017 sulle partite Iva agevolate

La nuova legge di stabilità presenterebbe quindi importanti novità per imprenditori individuali e lavoratori autonomi con ricavi minimi e che vogliono presentare una richiesta di adesione al regime agevolato.

Se infatti fino a tutto il 2015, era possibile scegliere tra il regime dei minimi (con aliquota sostitutiva del 5% e limite fatturato di 30.000 euro) e regime dei forfettari (con aliquota sostitutiva del 15% e limite fatturato di 15.000 euro) dal prossimo 2016 non dovrebbe essere più presente questa nuova scelta.

Oltre all’approvazione di un unico regime di vantaggio per le partite Iva, la nuova legge di stabilità, potrebbe contenere importanti novità circa le modalità di applicazione del forfettario 2016 e in particolare:

  • Utilizzo di una imposta del 5% e non del 15% per i primi cinque anni per facilitare l’avvio della nuova attività.
  • Limite dei fatturati ad un nuovo valore di 30.000 euro (simile cioè al vecchio regime dei minimi).
  • Adesione al nuovo regime agevolato anche da parte di pensionati o lavoratori dipendenti con redditi non superiori ai 30.000 euro (con riferimento all’anno precedente di richiesta al nuovo regime).

I vantaggi del regime forfettario 2017

In pratica con l’entrata in vigore di un solo regime sulle partite agevolate, ci sarebbe l’intenzione di intervenire su alcuni limiti del forfettario e per cercare di rendere più conveniente l’adesione anche a tale regime per lavoratori autonomi e imprenditori individuali.

Ad esempio il vecchio fatturato di 15.000 euro, era considerato molto basso dagli interessati ad aprire una nuova partita Iva, segnando un freno verso il nuovo regime e alla scelta del regime dei minimi (che invece nel 2015 doveva essere solo di passaggio). Stesso discorso per quanto attiene l’aliquota sostitutiva del 15%, considerata come freno per un’attività agli esordi e che invece con un’aliquota ridotta del 5% potrebbe essere più accessibile.

Altra modifica rilevante, infine, è per i pensionati e i lavoratori dipendenti con redditi minimi sotto i 30.000 euro, che secondo le vecchie regole del forfettario, dovevano rispettare nell’anno precedente, una prevalenza dei redditi d’impresa sui redditi da lavoro e che invece nel caso di approvazione delle nuove regole, dovranno solo considerare come limite il fatturato dei 30.000 (e non anche quale delle due attività è prevalente).