Dato che nel regime forfettario il reddito viene calcolato in maniera “forfettaria” e non analitica (cioè ricavi-costi), non consente al contribuente di scaricare dal reddito dell’attività i costi inerenti alla stessa, ad eccezione dei contributi previdenziali dovuti per disposizione di legge (gestione separata INPS, gestione IVS, casse professionali di appartenenza). A tal proposito c’è da precisare che, ai sensi del comma 64 della Legge di stabilità 2015 (che ha introdotto nel nostro ordinamento il regime forfettario), sono deducibili esclusivamente i contributi versati in ottemperanza alle disposizioni di legge e quindi solo i contributi versati in via obbligatoria e non anche su base volontaria. Tuttavia, tali contributi possono essere deducibili dal reddito complessivo, qualora ad esempio il soggetto in questione svolga anche attività di lavoro dipendente (i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea, per esempio, sono deducibili al rigo RP21 del Modello UNICO).

La deduzione dei contributi avviene sempre secondo il principio di cassa. Dunque, nel Modello Unico 2016, egli indicherà i contributi previdenziali effettivamente “versati” nel 2015 (sia acconti che saldi).
Contabilmente non avviene alcuna operazione particolare (chi opera in regime forfettario non è tenuto alla registrazione delle fatture, dei costi, non è tenuto alla liquidazione IVA, ecc.).
L’importo contributivo versato nel 2015 sarà riportato al rigo LM 7 (colonna 1 e 2) del Modello Unico/2016. Nello stesso Modello, il contribuente liquiderà i contributi effettivamente dovuti per il 2015 compilando il quadro RR in cui riporterà altresì il credito previdenziale del precedente anno (2014) e la parte dello stesso credito utilizzato in compensazione nel 2015.

Si supponga la seguente situazione: contribuente in regime forfettario dal 2015 e che fino al 31 dicembre 2014 operava in regime di vantaggio. Il contribuente è iscritto alla Gestione separata. Dal Modello Unico 2015 (quadro RR Sezione II colonna 2 rigo RR8) risulta un credito contributivo di euro 800 per il quale è stato chiesto l’utilizzo in compensazione (colonna 7 rigo RR8). Il credito deriva dal fatto che per il 2014 il contribuente aveva versato acconti in misura maggiore rispetto al contributo dovuto e liquidato in sede di Modello Unico 2015 (colonna 15 rigo RR15 minore della colonna 16).

Nello stesso modello Unico 2015 veniva fuori che il contribuente doveva versare un acconto contributivo per il 2015 di euro 500,00. Egli ha provveduto a versare tale acconto utilizzando il credito di 800 euro fino a concorrenza del debito contributivo.
Nel modello Unico 2016 egli indicherà l’importo di 500 euro al rigo LM 7 (perché contributi deducibili) e indicherà al quadro RR sezione II l’importo di 800 euro in colonna 3 del rigo RR8 e in colonna 4 l’importo di 500 euro. Il credito che residua (300 euro) può chiederlo a rimborso (in questo caso lo indica in colonna 7 rigo RR8) oppure può chiedere di utilizzarlo in compensazione (in tal caso lo indica in colonna 8 dello stesso rigo RR8).

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