Il regime forfettario della recente legge di stabilità, rientra a tutti gli effetti in una misura approvata sulle partite Iva agevolate e con la possibilità per i contribuenti di applicare un’aliquota sostitutiva del 15% a titolo di Irpef (ridotta al 5% per le start-up), ed esenzione dai tanti adempimenti previsti per un regime ordinario.

Principali adempimenti del nuovo regime forfettario

Tre sono i principali adempiregime forfettario certificazione unicamenti del forfettario tipici di un regime agevolato sulle partite Iva:

  1. L’utilizzo di una percentuale fissa del 15% come imposta sostitutiva per i pagamenti di Irpef, addizionali regionali e comunali, da applicare sul totale del compenso inserito in sede di presentazione dell’Unico. Inoltre, nel caso di nuove attività, sarà possibile applicare anche una aliquota più bassa del 5% per i primi cinque anni.
  2. Numerazione progressiva di tutte le fatture emesse, senza applicazione al suo interno di Iva o di ritenuta d’acconto. Rispetto al regime ordinario, non vi è alcun obbligo di tenuta libri contabili, dichiarazione annuale Iva o di comunicazione dei dati per l’elaborazione dello spesometro.
  3. Obbligo di inserimento in fattura di una dicitura che attesti l’adesione al regime agevolato e della non applicazione di Iva e ritenuta d’acconto tra le voci al suo interno.

Differenze tra regime forfettario e regime dei minimi

Oltre a queste importanti semplificazioni in materia di adempimenti da dover rispettare ed esonero da procedure più complesse e con maggiori costi per i servizi forniti a livello contabile dal commercialista (ad esempio per l’invio della dichiarazione annuale Iva o per la comunicazione dei dati per lo spesometro) il regime forfettario presenta tre importantissime novità rispetto al precedente regime dei minimi:

  1. L’adesione al regime agevolato non è più vincolata ad un periodo massimo di cinque anni e fino alla permanenza dei requisiti minimi di accesso, ha durata illimitata.
  2. Il superamento dei limiti dei ricavi nel corso dell’anno, non comporta più l’uscita immediata dal regime agevolato, ma sarà possibile eseguire tale passaggio al primo gennaio del nuovo anno, evitando così problemi organizzativi derivanti da un cambiamento del regime vigente ad anno in corso.
  3. Calcolo più immediato della base imponibile sui compensi percepiti, poichè i costi sono calcolati sulla base di un calcolo univoco e forfettario.

In tale  regime, infatti, è presente un coefficiente di redditività specifico all’attività svolta e da applicare sul totale degli incassi eseguiti entro il 31 dicembre 2016, a cui poter aggiungere i costi sostenuti per il pagamento dei contributi previdenziali (poichè soprattutto per i liberi professionisti senza iscrizione ad un ordine vi è comunque un obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps).

Inoltre rispetto ai contribuenti minimi, i forfettari non sono sostituti d’imposta e dunque non operano mai ritenute sui compensi erogati a qualsiasi titolo. Questo vuol dire che sono esonerati dal rilascio delle certificazioni uniche e l’invio del modello 770. L’unica cosa che devono fare in sostituzione di tutto questo sarà indicare in dichiarazione dei redditi i codici fiscali dei soggetti a cui in condizioni normali avrebbero dovuto applicare la ritenuta.