Vediamo in breve quali tasse deve pagare il contribuente che apre partita iva e decide di aderire al nuovo regime forfetario introdotto dalla legge di stabilità 2015 e che entrerà in vigore dal 01° gennaio, sostituendo l’attuale regime dei minimi, nuove iniziative ed ex-minimi.
1) Innanzitutto sul reddito, calcolato applicando al volume d’affari un coefficiente di redditività (diverso in base all’attività svolta), si paga un imposta fissa del 15%.
Facciamo un esempio per capirci. Prendiamo il caso di un commerciante che fattura 40mila euro a cui si applica un coefficiente di redditività del 40%. Avremo quindi:
40.000*40%= 16.000 da cui si sottraggono i contributi Inps (circa 3.400 euro)= 12.600 euro
Da notare come in questo regime gli unici costi deducibili sono i contributi previdenziali. I costi d’impresa non sono deducibili in quanto il reddito imponibile viene determinato forfetariamente come spiegato nell’esempio. Tornando al nostro caso, al reddito così determinato di 12.600 si applica l’aliquota del 15%, quindi il nostro contribuente dovrà pagare 1.890 euro di tasse.
2) Oltre all’imposta fissa di cui abbiamo parlato al punto precedente, il contribuente dovrà versare i contributi previdenziali. La novità è che si può optare per il pagamento dei contributi fissi oppure pagare i contributi in percentuale al reddito determinato al punto 1).
3) Se il contribuente effettua degli acquisti intracomunitari, ricevendo quindi fattura fuori campo iva, sarà tenuto al versamento dell’iva a mezzo modello f24 entro il 16 del mese successivo data fattura.

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