regime dei minimi o nuove iniziative produttiveBuongiorno, mi chiamo Antonio, e stò da tempo cercando informazioni sui vari regimi fiscali per un progetto a cui stò lavorando, ma ho molti dubbi, e Le sarei grato se mi consigliasse cosa fare. Riassumo brevemente la situazione.

L’idea è quella di aprire un e-commerce per la vendita di accessori, la partita iva la dovrebbe aprire la mia compagna che al momento è disoccupata. Non sappiamo stimare il volume d’affari a cui andremo incontro, quindi non sappiamo se è meglio aderire al regime dei minimi o al fortettino. Ipotizzando di non eccedere dai limiti del regime dei minimi che differenze di costi abbiamo tra i due regimi? Per i minimi è obbligatoria la marca da bollo per le fatture sopra i 77 euro? La paura è quella di eccedere dai limiti e dover pagare l’iva su tutte le vendite effettuate, o si paga solo sulle fatture emesse? il che cambierebbe dato che non siamo obbligati ad emettere fattura ai privati, ma sono su richiesta. Grazie per la disponibilità.

 

Salve Antonio. La scelta tra i due regime dipende molto dal volume d’affari e dal mercato di riferimento. Mi spiego.
Attualmente il regime fiscale più conveniente è sicuramente il regime dei minimi con una tassazione davvero irrisoria, solo il 5% sugli utili. L’adesione al regime dei minimi preclude però la possibilità di vendere fuori UE. Quindi, se per esempio volesse sfruttare il mercato statunitense per effettuare la vendita dei suoi prodotti non potrebbe certo aderire al regime dei minimi.

Come anticipato da lei c’è poi da considerare il volume d’affari. Se supera infatti il limite dei 30.000 euro perderà i requisiti per restare nel regime dei minimi. Se addirittura supera il limite dei 45.000 euro uscirà dal regime dei minimi già nell’anno in corso e dovrà versare l’iva su tutte le operazioni effettuate, avendo però la possibilità di detrarre l’iva sugli acquisti.

In caso di apertura partita iva in corso d’anno i due limiti vengono rapportati.