Soglie di ricavi e compensi più alte per le partite iva. Si lavora per modificare le attuali condizioni del regime forfetario che penalizzano in particolar modo i professionisti. Allo studio ci sono l’innalzamento delle soglie e – risorse permettendo – l’abbassamento dell’imposta sostitutiva dal 15% anche fino al 10 per cento.
L’intenzione di apportare modifiche era già stata annunciata dopo l’approvazione della legge di stabilità dal premier Matteo Renzi. In questo scenario, l’iniziativa parlamentare sembra, comunque, destinata a giocare un ruolo di primo piano. Sul tavolo resta, infatti, anche l’ipotesi di un intervento tampone preannunciato nei giorni scorsi dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Enrico Zanetti, e già tradotto in un emendamento di Scelta civica.
L’obiettivo è quello di consentire a chi apre una partita iva nel 2015 l’opzione per la tassazione ultraridotta al 5%, ma anche con una soglia di ricavi o compensi a 30mila euro uguale per tutti. Il costo dell’operazione è stimato in 15milioni di euro nel 2015 e di 30 milioni di euro dal 2016, su cui l’emendamento conta di trovare le coperture attraverso una riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Un prolungamento o se si preferisce un ritorno in vita del vecchio regime che sarebbe funzionale a guadagnare il tempo necessario per una revisione del forfettario da perseguire nei provvedimenti attuativi della delega fiscale attesi all’esame del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio.
L’ipotesi su cui si sta ragionando è quella di alzare le soglie dei ricavi o compensi in tutti quei casi in cui risultino particolarmente penalizzanti. Una modifica che andrebbe incontro soprattutto a freelance, professionisti, agenti di commercio e autonomi dell’edilizia che si sono visti dimezzare la soglia per l’accesso e la permanenza rispetto al precedente regime.
Non è tutto. Perché la novità più importante potrebbe riguardare l’abbattimento dell’imposta sostitutiva dal 15% anche fino al 10 per cento. La strada per arrivare a questo sconto di prelievo passa però per un dietrofront sull’agevolazione contributiva concessa a commercianti e artigiani che entrano nel forfettario. In pratica, in base alle regole attuali, questi ultimi possono optare di non versare più i contributi minimi ma di calcolarli su quanto effettivamente guadagnato nel corso dell’anno.

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