regime-minimi-superamento-30000Che succede se un contribuente minimo supera il limite di 30.000 euro? Una domanda che ultimamente è al primo posto tra tutte quelle che mi sono pervenute.

La risposta è che il superamento del limite dei ricavi di 30.000 euro comporta la decadenza dal regime dall’anno successivo a quello in cui è avvenuto il superamento, se i ricavi sono comunque non superiori a 45.000 euro e dall’anno stesso in cui si è verificato il superamento se i ricavi superano la soglia dei 45.000 euro.

La tassazione, quindi, torna quella ordinaria che prevede il versamento dell’irpef e delle relative addizionali e l’addebito dell’iva ai propri clienti.

Per quanto riguarda l’irpef, nessuna disciplina è dettata con riferimento all’acconto dell’imposta sostitutiva o all’acconto. Quindi, si ritiene che operino le regole generali in materia di versamento degli acconti delle imposte sui redditi.

E’ bene evidenziare come i limiti sopra menzionati (30.000 e 45.000 euro) devono essere ragguagliati all’anno nel caso in cui si inizia l’attività nel corso dell’anno. L’Agenzia delle entrate non specifica se il calcolo deve essere effettuato in base ai giorni o in base ai mesi di apertura.

A nostro avviso è bene utilizzare il metodo di calcolo basato sugli effettivi giorni di apertura. Cosi facendo nessuno potrà contestare il calcolo.

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50 Responses to Regime dei minimi e superamento dei 30000 euro

  1. Danilo scrive:

    …ma i 30.000 euro di ricavi, nel caso di dipendente che apra anche partita iva con regime dei minimi, sono solo quelli inerenti la p.iva stessa, corretto? Non si cumula con il reddito da lavoro dipendente, giusto?

    Grazie!

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Danilo, ai fini del calcolo del limite dei 30.000 euro bisogna considerare solo gli incassi derivanti dalla partita iva. Non contano altri redditi. I redditi non si cumulano neanche ai fini del calcolo della tassazione.

  2. Marco scrive:

    Le chiedo cortesemente se, visto che fino alla soglia dei 45000 € non ho pagato ritenuta d’acconto, ora, la ritenuta va calcolata dai 45000€ in avanti o anche quella come l’iva deve essere calcolata su l’importo dell’intero anno fiscale?
    la ringrazio della disponibilità

  3. alberto scrive:

    Ma alla fine se ho’superato i 30000 euro e non i 45000, devo versare l’iva o no’? Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Alberto, nel suo caso perde i requisiti per rimanere nei minimi dall’anno successivo.
      Fatturerà quindi con iva, ma dall’anno successivo.
      Attenzione che il limite deve essere ragguagliato ad anno, nel primo anno di attività.

  4. Graffeo Massimo scrive:

    Io ho una partita iva con regimi fiscali mminimi, nel 2012 ho avuto un reddito di 1800 euro, devo versare l'iva del 5%?

    • Cristian Marra scrive:

      Non è l’iva che deve versare, ma un imposta sostitutiva (dell’Irpef e delle addizionali) del 5%.
      Su un reddito di 1.800 euro paga 90 euro di tasse.

  5. Fausto scrive:

    Salve, avrei bisogno di redigere un bilancio d’esercizio parziale per la mia ditta individuale nel regime dei minimi, in quanto devo richiedere un prestito alla banca e gli serve per valutare il mio reddito (la ditta ha meno di un anno, non ho nessun modello unico).

    Volevo avere un preventivo per la preparazione del bilancio d’esercizio (da Febbraio 2013 al 30 Settembre 2013), con circa 40 fatture di vendita e 10 di spesa.
    Inoltre volevo sapere le tempistiche di realizzazione e che tipo di documenti avete bisogno.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno, occorre che ci invii tutte le fatture di acquisto, emesse, corrispettivi. I tempi sono brevi. Se ci contatta via email le forniremo un preventivo.

  6. SABRINA scrive:

    Supero il regime dei minimi se nell’arco dell’anno FATTURO più di 30000€ o se incasso più di 30000€? Es. se fattiuro per 40000€/anno ma chiedo di incassarne (quindi di farmi pagare le fatture solo x 30000€)? E’ corretto o esco dal regime?
    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Vale il principio di cassa. Quindi per rimanere al suo esempio, se fattura 40.000 euro ma però incassa 29.999 € rimane comunque nel regime dei minimi anche l’anno successivo.

  7. Mari scrive:

    Salve! Spero possiate aiutarmi a chiarire un dubbio e ad avere un altro parere oltre a quello del mio commercialista. Quest’ultimo mi ha dato la copia della mia dichiarazione redditi 2013 per imposta 2012. Ho visto che nei ricavi (componenti positivi) c’è scritto 30.300 euro, ma lui mi aveva assicurato lo scorso anno di non aver superato la soglia per rientrare nei minimi. Ora leggo che ci sono 300 euro in più… e so che sono i ricavi a non dover essere superiori a 30 mila! Forse lui interpreta male la legge??
    Il problema è che l’ho saputo solo ora che ho visto la mia dichiarazione! Significa che ho superato la soglia lo scorso anno e io ignara di tutto ho continuato a fatturare come se fossi nei minimi per tutto il 2013?? Lui continua a dirmi di no… sono pressoché disperata perché mi sono fidata di lui e temo di dover incorrere in chissà quali sanzioni 🙁 grazie per qualsiasi risposta.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Mari, purtroppo ha ragione lei. Per capirci meglio deve controllare il campo LM2. Se effettivamente c’è scritto 30.300 € ha superato la soglia di soli 300 euro e nell’anno 2013 non può aderire al regime dei minimi.

      • Mari scrive:

        La ringrazio Cristian per la risposta tempestiva. Sì il quadro è quello, mi aveva assicurato di non aver superato la soglia e io mi sono fidata. Per caso sa cosa devo comunicare all’agenzia delle entrate? In quali sanzioni si incorrono? Grazie ancora

        • Cristian Marra scrive:

          Innanzitutto dovrà emettere fatture con iva. Per quelle già emesse potrebbe emettere nota di addebito iva, in modo da non rimetterci di tasca.
          L’iva da versare per il I e II trimestre è già scaduta (sempre che ci sia un debito iva). Dovrà quindi versarla con ravvedimento operoso, calcolando sanzioni ed interessi. Quella del III trimestre scade lunedì. Così facendo potrà sistemare la sua situazione.

          • Mari scrive:

            La ringrazio nuovamente Cristian per l’esauriente risposta. Sì, da gennaio a oggi ho emesso e incassato circa 29.000 di fatture, purtroppo senza IVA, pensando di essere nei minimi, ahimè. Se non erro questo discorso vale solo per fatture emesse in Italia (io lavoro anche per l’estero). Quando al resto temevo anche gli studi di settore, ma finora l’AdE non mi ha inviato comunicazioni..anche questo silenzio lo trovo preoccupante 🙁 La ringrazio ancora per la sua gentilezza!

          • Cristian Marra scrive:

            Lo scorso anno, essendo nei minimi, non era tenuta a compilare gli studi di settore. Li dovrà fare da quest’anno. Non è detto che non rientri nei parametri fissati dall’Agenzia delle entrate, visto che comunque ha un buon volume d’affari. Per quanto riguarda la fatturazione verso paesi UE, dipendente se si tratta di prestazioni di servizi o cessioni di beni, se verso soggetti con partita iva o privati. In Italia addebiterà a tutti l’iva.

  8. Mari scrive:

    Capisco, è che ho sentito varie storiacce sugli studi di settore e mi sto preoccupando. Io lavoro con compenso orario o in base al num. di parole/cartelle (sono traduttore/interprete), quindi mi auguro che non sia troppo complicato.
    Per l’UE, effettuo semplici prestazioni di servizi esclusivamente verso soggetti con partita iva, anche se di rado. Fatturo principalmente per Italia, Stati Uniti e Cina. Per gli extra UE, immagino non ci siano adeguamenti da fare.
    Grazie ancora per la pazienza e la risposta!

    • Cristian Marra scrive:

      Per i clienti extraue niente iva da versare, così come per i clienti ue, visto che sono soggetti con partita iva.
      Sarà tenuta alla presentazione del modello Intrastat per le operazioni verso soggetti UE. Nel suo caso la presentazione dell’intrastat sarà trimestrale. Dovrà regolarizzare anche questo adempimento versando la relativa sanzione pari a 64 euro per ogni modello non presentato.

      • Mari scrive:

        Ho capito, grazie. Sì, finora ho presentato l’intrastat solo per degli acquisti in paesi UE con partita iva. La sanzione per il versamento dei tre trimestri di IVA non dichiarata è sempre di 64 euro o si tratta di un importo maggiore? Sto approfittando troppo della sua gentilezza, me ne rendo conto, ma mi è piombato addosso questo macigno e sto cercando di risolvere prima possibile nell’attesa di trovare un nuovo commercialista. La ringrazio ancora.

        • Cristian Marra scrive:

          La sanzione di cui le ho parlato si riferisce alla mancata presentazione del mod. intrastat, non parlo dell’iva.
          Lei l’intrastat lo ha presentato per gli acquisti, ma non per le emesse, almeno suppongo sia così.
          Per il versamento iva le sanzioni e gli interessi verranno calcolati dalla data di scadenza a quella di versamento.

  9. Mari scrive:

    Mi scuso per la confusione e la ringrazio per aver precisato. Ho preso nota di tutto ciò che mi ha detto. Stasera per sicurezza ho controllato i miei estratti conto dello scorso anno e ho visto che i miei ricavi, compresi gli incassi di fatture del 2011 a gennaio 2012, non superano i 28.000 euro. Sono sinceramente sbalordita e non capisco il perché di questo errore. So che il reddito si calcola con principio di cassa, dunque sono le fatture incassate e non emesse a essere prese in considerazione. Conti alla mano, vedo che non è così. Ma l’AdE ha comunque ricevuto quella cifra oltre i 30.000 che non so da dove provenga. In questo caso, c’è un modo per avvisare l’AdE che quanto dichiarato nell’LM2 non corrisponde ai miei ricavi chiaramente indicati nell’estratto conto? Mi scuso per l’ennesima domanda, ma sta diventando un caso davvero particolare..!

    • Cristian Marra scrive:

      Bisogna ripresentare la dichiarazione dei redditi. Si chiama “dichiarazione integrativa”. Così facendo risolve il tutto e potrà rimanere nei minimi anche nell’anno 2013.

      • Mari scrive:

        Grazie ancora Cristian. Spero che questi commenti siano utili anche ad altri utenti. Chiederò la presentazione della dichiarazione integrativa, domani vedo il commercialista e riconteggio con lui. Lei pensa che riceverò ugualmente una comunicazione dall’AdE? A questo punto mi auguro di sì, in modo che sia tutto chiarito. I miei conti corrente parlano chiaro, idem le fatture, è tutto alla luce del sole e sinceramente non temo nulla, essendomi sempre comportata onestamente e non avendo mai omesso nulla. La ringrazio ancora per l’attenzione!

  10. Valentina scrive:

    Salve dott. Marra, ho partita iva attualmente in regime dei minimi. Per il requisito dell’età ne esco dal 01.01.2014.
    Volevo sapere se c’è qualche novità in vista del nuovo anno e qualche speranza per chi come me deve abbandonare un regime così agevolato che ci permette di mantenere la partita iva.
    La ringrazio anticipatamente.

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Valentina, ad oggi non ci sono novità che riguardano i contribuenti minimi.
      Non escludo qualche novità prima della fine dell’anno che possa riguardare i contribuenti minimi dal 2014 e tutti i regimi agevolati. Bisognerà attendere però il Ddl di delega fiscale. Speriamo bene.

  11. Antonio scrive:

    Buonasera, il tetto di 30.000 euro di fatturato annuale vale anche per le attività commerciali?
    Nel 2010, quando aprii la mia attività, adottai il regime fiscale agevolato delle nuove iniziative produttive che, giustamente, prevedeva un tetto di fatturato annuale di 60.000 euro per le attività commerciali, considerando il margine decisamente modesto con cui si lavora nel commercio.
    Con l’unificazione dei due precedenti regimi agevolati nel nuovo regime dei minimi trovo assurdo e vergognoso che non si sia tenuto conto di questo dato di fatto, costringendo una piccola realtà commerciale a sopportare un carico fiscale del tutto spropositato.
    Aspetto informazioni in merito da chiunque mi possa aiutare.
    Grazie.

  12. Carlo scrive:

    Ma con la partita Iva con regime dei minimi cosa possiamo e quanto possiamo scaricare?
    Esiste un elenco?

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Carlo, non esiste un elenco a priori. La regola generale che vale sempre è che un costo è deducibile se inerente l’attività che si svolge. I costi ad uso promiscuo sono deducibili al 50%.

  13. Francesco scrive:

    Il 2014 sarà il quinto anno dei minimi, compirò 35 anni e quindi nel 2015 passerò nell’ordinario…posso quindi superare i 30.000 e restare sotto i 45.000 con l ‘unica conseguenza che nel 2015 uscirò dei minimi dai quali comunque dovevo uscire?

  14. Milco scrive:

    Buon giorno,
    avrei una questione da sottoporre.
    Nell’anno 2012 con regime dei minimi ho generato un fatturato di 29.000€ incassato 15.000€, nel 2013 ho fatturato 28500€ ho incassato l saldo quindi 42.500€ posso restare nel regime dei minimi nel 2014 o sono costretto a passare al regime ordinario?
    Grazie

  15. Giuseppe carluccio scrive:

    Buongiorno, nella realizzazione del reddito da considerare occorre valutare gli incassi ricevuti nei rispettivi mesi del 2013 oppure le provvigioni maturate? Mi spiego meglio: in questi giorni riceverò lo stipendio relativo alle provvigioni maturate entro dicembre 2013, questo stipendio che riceverò nel mese di gennaio 2014 andrà a consolidare il reddito sviluppato nell’anno 2013 o nell’anno 2014? Grazie

  16. William scrive:

    Buongiorno,
    intanto volevo farle i complimenti per tutte le precisazioni.
    Ora volevo chiederle dove trovo le informazioni riguardo al fatto che se si superano i 30000 euro, ma non i 45000 euro, non si deve versare l’IVA nell’anno in corso, ma solo dall’anno successivo non si può più far parte del regime dei minimi.
    Grazie.
    Cordiali saluti.

  17. AGNESE PERNA scrive:

    buonasero,nonostante le molteplici discussioni in meriti sul superamento dei limite dei 30000 euro. nel 2013 ho aperto p i artigiana e ho fatturato 27000 e incassato 23000 cosi ne ho potuto usufrire anche nel 2014.quest anno supererò la soglia.ma il mio dubbio è questo.esempio se fatturo 46000 ma so che termino l anno con un incasso di 43000,fuoriesco dal regime col supoeramento delle fatture emesse e quindi dovrò subito scorporare iva di tutto l anno in corso,o posso andare avanti a fatturare e uscirne automaticamente dall’anno successiovo perché i ricavi hanno superato i 30000 euro. ringrazio anticipatamente.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno, deve guardare sempre l’importo incassato.
      Nell’esempio riportato (fatturato 46.000 – incasso 43.000) esce dal regime dei minimi dall’anno successivo. Quindi nel 2014 in regime dei minimi, dal 2015 in regime semplificato con tassazione ordinaria (Irpef, iva, ecc..).

  18. AGNESE PERNA scrive:

    grazie per la delucidazione.

  19. matteo scrive:

    Buonagiorno
    ho aperto la partita iva al 1 luglio 2014 nel regime dei minimi: qual è il massimo importo fatturabile e/o incassabile entro il 31/12/2014? sempre 30.000 euro o questa soglia è proporzionale ai mesi di attività quindi il mio massimo fatturabile per l’anno in corso sono 15.000 euro?
    saluti

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Matteo,
      la soglia deve essere rapportata, quindi nel suo caso è 15.000 euro. Se incassa tra 15.000 e 22.500 esce dai minimi dal 2015. Se incassa più di 22.500 euro esce dai minimi già dall’anno in corso.

  20. Andrea scrive:

    Salve, anchio ho aperto la p.iva nel 2014, il 1/6/14 con prima fattura emessa il mese seguente. Entro il 31/12/2014 quanto posso fatturare? Scusate l’ignoranza in materia, ma quando si parla di ricavi, si intende solo la cifra scritta in fattura quindi 30000 euro (le somme dei ricavi mensili) oppure tali somme alle quali pero vanno tolte anche le spese che presentiamo al commercialista?!?

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Andrea,
      nel suo caso non deve superare 17.500 euro. Il limite si riferisce alla cifra scritta in fattura, non si tiene conto delle spese per il calcolo di questo limite.

  21. Carlo scrive:

    Buonasera Dott. Marra,

    avrei due domande:
    – io ho aperto p.iva con regime dei minimi il 6/6/14, qual è il mio limite di ricavi per quest’anno? devo fare il conteggio dei giorni esatti o si fa sempre per mese?

    – la mia compagna è avvocato con partita iva dei minimi, l’anno prossimo dovrebbe essere l’ultimo anno per cui può usufruire del regime agevolato per i limiti di età (35 anni e p.iva aperta da 5 anni). Stiamo pensando che per lei possa essere vantaggioso rientrare nel nuovo dei minimi che sta uscendo con questa nuova legge di stabilità (15% di tasse e nessun limite temporale) solo che per i professionisti hanno portato il limite a 15.000 Euro e lei sarebbe fuori per circa 2.000 Euro (per chi transita dal vecchio dei minimi nel 2015 mi è sembrato di capire che bisogna avere i requisiti richiesti nel nuovo già nel 2014). Consiglia di fare una nota di credito e restituire un anticipo per consulenze non fatte o che si faranno nel 2015 e riportare i ricavi sotto i 15.000?

    Grazie mille per la disponibilità
    Carlo

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Carlo,
      – effettui il calcolo in base ai giorni.
      – ancora non c’è nulla di definitivo. Il nuovo regime penalizza purtroppo proprio i professionisti a causa della soglia di accesso troppo bassa (si parla infatti in questi giorni di un possibile innalzamento a quota 20mila). Tenga presente che ai fini del calcolo della soglia per l’accesso al nuovo regime, si tiene conto dei compensi incassati. Quindi se ci sono fatture emesse ma non incassate e per ipotesi vengono incassate nel 2015, allora ai fini del calcolo tali compensi non rientrano nel calcolo.

      • Carlo scrive:

        La ringrazio, è gentilissimo.

        Quindi il mio limite sarebbe di 17.178 Euro (30.000 / 365 x 209).

        Sì lo sappiamo che non è ancora nulla di certo, stiamo sperando nell’innalzamento della soglia a 20.000, il Senato dovrebbe decidere in questi giorni. Purtroppo stiamo parlando di incassato. Un professionista può fare nota di accredito vero?

        Grazie ancora

        • Cristian Marra scrive:

          Si, il limite è quello. Il professionista può emettere nota credito ma vi deve essere un valido motivo; quello di evitare l’uscita dai minimi non mi pare lo sia.

  22. Luca scrive:

    Buongiorno,
    mi trovo in qs situazione:
    – ho aperto P.IVA nel 2010 in regime minimi come libero professionista
    – età > 35 anni
    – il 2014 sarà il mio ultimo anno in regime minimi
    – fatturato 2014 di € 29.000
    Entro il 31.12.2014 avrei (in teoria) la possibilità di emettere fattura da € 2.500, ma incasserei sicuramente nel 2015: cosa fare?
    Essendo nell’ultimo anno dei minimi, fatturando tale importo arriverei a totali € 31.500, ma nel 2015 uscirei cmq dai minimi x decorrenza termini.
    Mi hanno detto che se emettessi la fattura ora, anche se l’incasso avverrà di fatto nel 2015, su tale fattura si applicherà cmq l’aliquota forfettaria del 5% xchè emessa in regime dei minimi…è corretto?
    Non dovrei, in ogni caso, poi applicare l’IVA del 22% su tale importo in quanto incassato nel 2015, ovvero nel mio primo anno in regime ordinario?
    Non dovrei, poi, chiedere cmq al cliente l’applicazione della ritenuta d’acconto su detto importo?
    E nella dichiarazione dei redditi come dovrebbe essere gestita tale situazione?
    Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti.

  23. Cristian Marra scrive:

    Salve Luca,
    non sono d’accordo che si applica la tassazione al 5%, ma la fattura incassata in regime ordinario sconta la tassazione Irpef. E’ corretto anche comunicare al cliente la fuoriuscita dal regime dei minimi e che quindi si rende applicabile la ritenuta d’acconto.

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