redditometro privacyAbbiamo già parlato in un recente articolo circa l’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate delle prime lettere sui controlli scaturenti dall’applicazione del redditometro. Si veda il nostro articolo “Redditometro, in arrivo le prime lettere. Ora però c’è un importante novità. Tutto ciò infatti potrebbe essere inutile. Infatti il garante della privacy vuole vederci chiaro e vuole capire come è stata individuata la lista di contribuenti sottoposti a controllo. In particolare l’attenzione è focalizzata su due aspetti:
– le modalità con cui sono state raccolte le informazioni per selezionare i contribuenti da sottoporre a controllo;
– il tipo di dati che vengono forniti dall’Anagrafe Tributaria.
Gli occhi sono quindi puntati su due aspetti: il metodo (come il fisco venga a conoscenza di dati potenzialmente sensibili) e la qualità, cioè il tipo di dati raccolti.
Tutto ciò arriva in seguito a diverse sentenze delle Commissioni tributarie che avevano già affermato come lo strumento di verifica fosse illegittimo, non solo perché viola la privacy del contribuente ma anche perché si basava anche su medie ISTAT che potevano non corrispondere alla realtà.
Il giudizio dell’Authority sarà fondamentale. Solo dopo il via libera potranno essere avviati i primi controlli.