reddito minimo garantitoPochi giorni fa è stato oggetto di approvazione, al Senato, il reddito minimo garantito dalla legge di stabilità del 2014.

Risulta doveroso, dunque, chiarire cosa sia, in sostanza, il reddito minimo e, soprattutto, quali figure ne beneficeranno.

Iniziamo col dire che esso nasce con lo scopo di apportare un aiuto e, dunque, di sostenere il reddito. Questa misura è già in vigore in svariati paesi d’Europa e si rivolge a tutte le persone in età lavorativa che, purtroppo, si ritrovano a vivere al di sotto della soglia di povertà e, sappiamo come, nel Bel Paese, questi ricoprano tutt’altro che una piccola fetta della popolazione.

In Italia il reddito minimo è ancora in fase sperimentale e, almeno per ora, prenderà il nome di SIA che sta per Sostegno per l’Inclusione Attiva.

Sempre allo scopo di integrare il reddito delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, la SIA opererà congiuntamente alla carta acquisti. Quest’ultima non rappresenta altro che una social card sperimentale il cui ammontare massimo si aggira sui 400 euro e che è entrata a far parte delle misure volte a sostenere il reddito. Ebbene, ad essa si accede di diritto se si rientra in appositi bandi comunali. 

Veniamo ora al costo della SIA. La somma precisa non è ancora stata resa nota o, comunque, non sono ancora stati divulgati i particolari e le caratteristiche del reddito minimo che ha fatto la sua introduzione con la legge di stabilità 2014. Ciò nonostante si è a conoscenza del fatto che presenterà un costo globale valutato in 40 milioni annui per ognuno dei 3 anni durante i quali sarà somministrato.

Ma dov’è che si è deciso di attingere per finanziarie il reddito minimo? Ebbene, la scelta è ricaduta sulle pensioni cosiddette d’oro, sul contributo di solidarietà e, ancora, sul ticket previsto per i trattamenti pensionistici assai alti. Quest’ultimo si aggirerebbe intorno al 6% per la parte che eccede le 14 volte il minimo, al 12% per la parte che eccede le 20 volte il minimo e, infine, al 18% sulla parte che eccede le 30 volte. 

Insomma la misura finora presa in esame parrebbe essere un buon modo di aiutare le persone che versano in condizioni di vita assai disagiate in quanto, se non garantirebbe lussi e sfarzi almeno costituirebbe una boccata dare per gli italiani che, in questo periodo di crisi, avrebbero un assoluto bisogno di una bella boccata d’aria.