dichiarazione-dei-redditi-fatture-non-incassateIl quadro RL del modello unico deve essere principalmente utilizzato per indicare altri redditi percepiti dai professionisti e distinto in tre sezioni sulla base del tipo di reddito da considerare.

Per i redditi non ancora incassati, è necessario invece considerare alcuni aspetti sui crediti insoluti e sulla chiusura o meno della partita Iva.

Come compilare il quadro RL del modello unico

I professionisti sono soggetti ad un obbligo di legge circa la documentazione di tutti i redditi percepiti dalla loro attività e in relazione al quadro RL, ossia la voce relativa agli altri redditi percepiti. In particolare vi è la suddetta ripartizione:

  • Nella sezione I, ad esempio, devono essere inseriti tutti i redditi da capitale come previsto dal TUIR al titolo I, capo III.
  • Nella sezione II, invece, devono essere inseriti redditi diversi come previsto dal TUIR al titolo I, capo VII.
  • Nella sezione III, devono essere inseriti altri redditi di lavoro autonomo, come previsto dal TUIR nell’articolo 53 comma 2.

Il professionista è poi tenuto a rispettare anche quanto indicato nelle istruzioni del modello unico, circa la compilazione della propria dichiarazione dei redditi.

Rispetto invece ai redditi non ancora incassati e sulla loro indicazione nel modello unico, sono presenti alcuni elementi burocratici da dover necessariamente considerare.

Redditi non ancora incassati, il contenuto della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, è intervenuta sulla questione dei redditi non ancora incassati con la risoluzione 232/e/2009, stabilendo che: “nella normalità dei casi, l’attività di un professionista cessa quando lo stesso si astiene dal porre in essere ulteriori prestazioni e provveda ad un complesso di operazioni tese alla definizione di tutti i rapporti giuridici pendenti, compreso l’incasso dei crediti maturati e rimasti insoluti”.

Vale a dire che il momento in cui individuare la cessazione dell’attività di un professionista non deve coincidere nel momento in cui lo stesso non svolge più delle prestazioni professionali, ma nel momento in cui chiude tutti i rapporti professionali, ivi comprese le fattura per le relative prestazioni.

Nel caso di crediti maturati e rimasti insoluti, è necessario procedere però anche ad una ulteriore valutazione e verificare quanto sia effettivamente possibile la loro riscossione.

Inoltre per tali crediti sarà necessario procedere anche al pagamento dell’Iva, poiché si tratta di redditi che sulla base del DPR n.633 del 1972, rientrano in tale fattispecie. E in seguito procedere alla chiusura della partita Iva, senza attendere il pagamento del credito pendente, con il versamento dell’imposta dovuta indicata in fattura.