redditi da locazione unicoPer chi decidesse di locare la propria abitazione, le tasse da pagare sono sempre più elevate. Più esattamente, a partire dalla prossima dichiarazione, sui redditi che derivano dai contratti di locazione sarà eseguito un abbattimento pari alla percentuale forfettaria del 5% e non superiore al 15%.

Ciò significa che, al di là di quale sia l’entità della riscossione, i proprietari pagheranno imposte sul 95% dei canoni dichiarati in contratto, e non più sull’85% di sempre.

Di conseguenza, all’interno dell’Unico14 si dovrà specificare il reddito medio ordinario e, nel caso in cui questo dovesse risultare al di sotto del canone di locazione abbattuto della deduzione forfettaria del 5%, ad essere oggetto di dichiarazione sarà quest’ultimo.

Da specificare è poi il fatto che i redditi vanno dichiarati a prescindere dalla loro percezione, ad eccezione del caso in cui abbia trovato risoluzione il procedimento giurisdizionale volto a convalidare lo sfratto per ritardo nel pagamento.

Una volta concluso il procedimento si avrà, tuttavia, la possibilità accertare il mancato introito di certi canoni, consentendo di indicare, all’interno della successiva dichiarazione, un credito d’imposta per tutti gli importi in ogni caso versati.

Tra l’altro, nella dichiarazione si deve indicare il canone privo delle spese di condominio quali, ad esempio, quelle della luce,  dell’acqua, del gas, del portiere, dell’ascensore, del riscaldamento e via discorrendo, solo se, ovviamente, esse rientrano per contratto nel canone.

A dover essere sempre indicata è, al contrario, la possibile rivalutazione automatica in base all’indice Istat e la maggiorazione che spetta nell’ipotesi di sublocazione.

Nessuna modifica, poi, interesserà la deduzione forfettaria del 25% stabilita nei casi di locazioni dei fabbricati che si trovano situati in centro a Venezia, nel Canale della Giudecca, a Murano e, infine, Burano. Mentre, sarà oggetto di un aumento al 35% della deduzione stabilita per gli immobili di natura storica o anche artistica.

Venendo alla Legge di Stabilità 2014, ha introdotto una novità in base alla quale gli immobili non locati e soggetti ad Imu, se collocati nel medesimo Comune della casa principale, contribuiscono a determinare la base imponibile Irpef per il 50%.

Di conseguenza, l’Imu va a sostituire l’Irpef e le connesse addizionali di Regione e di Comune in riferimento ai redditi dei fabbricati non locati, con l’inclusione di quelli concessi gratuitamente in comodato d’uso.

Infine, in virtù delle novità or ora esposte e anche conseguentemente alla riduzione dell’aliquota stabilita in caso di contratti a canone concordato, la cedolare secca è diventata un’alternativa ancor più conveniente per chi è proprietario di immobili.