Solitamente il credito che deriva da un finanziamento si prescrive in 10 anni a meno che durante il periodo non siano state inviate lettere interruttive della prescrizione all’indirizzo del debitore.

Le lettere devono essere inviate con raccomandate a.r. visto che con la posta semplice non è garantita la prova delle ricezione. Interrompere la prescrizione significa far ripartire da zero il calcolo dei termini della prescrizione. Dunque se il credito è nato nel 2001, e nel 2006 è stata ricevuta una raccomandata a.r. con richiesta di pagamento, la prescrizione del diritto maturerà nel 2016.

Per poter provare che il creditore ha diritto al recupero del credito sarebbe importante sapere la data entro cui doveva essere restituito il finanziamento, notando anche se in quel periodo ci sono stati atti interruttivi della prescrizione. In poche parole il creditore può recuperare il denaro solo aggredendo il patrimonio del debitore attraverso il pignoramento. Di conseguenza, se il debitore non ha patrimonio oppure redditi, il pignoramento non avrà risultati utili. Dopo diversi tentativi, molto probabilmente il creditore rinuncerà al credito.

Per quanto riguarda, le consistenze patrimoniali, ogni reddito da lavoro dipendente ha l’opportunità di essere pignorato anche se nella misura massima di un quinto,  compreso ciò che è stato percepito saltuariamente. Ad essere pignorabile è anche un eventuale conto corrente ma in una misura che non deve essere superiore all’importo del debito che è stato contratto,  a cui devono essere aggiunte spese legali e interessi. Il pignoramento può essere anche immobiliare, se l’interessato risulta essere proprietario di immobili. Nel caso in cui l’interessato dovesse decedere, i debiti che non sono stati prescritti andrebbero agli eredi che ne devono rispondere con il proprio patrimonio. Insomma sembra proprio che un nullatenente sia più “favorito” rispetto a chi ha dei redditi. In ogni caso, la cosa migliore da fare è senza ombra di dubbio scrivere alla società di recupero crediti e al creditore rappresentando la condizione patrimoniale ed economica. E’ opportuno far presente che, quando si scrive alla società di recupero e al creditore, è consigliabile allegare una documentazione valida che possa provare tutto ciò che è stato indicato poco fa. Ma non solo. E’ importante invitare entrambi a non ricorrere ad eventuali azioni altrimenti ci sarebbe soltanto una perdita di tempo, accompagnata anche allo spreco di risorse economiche.

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One Response to Recupero crediti: cosa fa la finanziaria se non ho nulla?

  1. Nel caso il debitore sia a carico dei genitori e viva con loro posso rivalermi sui genitori visto che il figlio e a loro carico?

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