All’articolo 44 della Legge di Stabilità 2015 vengono evidenziate le nuove modalità per utilizzare il ravvedimento operoso che mirano a favorire il contribuente nella regolarizzazione con l’Amministrazione Finanziaria prima che la violazione venga accertata e notificata a seguito di controlli formali da parte del Fisco.
Gli strumenti offerti dall’Amministrazione Finanziaria serviranno ad assicurare un maggior rapporto di collaborazione tra l’Agenzia e lo stesso contribuente semplificando gli adempimenti.
In tal modo il contribuente vedrà aumentare la probabilità di ricorrere spontaneamente al ravvedimento operoso per pagamenti omessi, ritardati o insufficienti e per dichiarazioni dei redditi e comunicazioni obbligatorie non presentate.
Maggiori saranno gli strumenti informatici messi a punto dall’Amministrazione Finanziaria con i quali l’intermediario potrà fornire, anche per via telematica, dati e informazioni, circa la peculiare situazione del contribuente in merito a ricavi, compensi, redditi, volume d’affari, valore della produzione oltre che ad eventuali deduzioni, agevolazioni e detrazioni di imposta cui ha diritto il contribuente anche in relazione ai beni acquistati o posseduti.
Tali strumenti incrementeranno la banca dati dell’Agenzia, che potrà più agevolmente verificare eventuali omissioni di tributi, dichiarazioni e comunicazioni e informazioni certe. Il contribuente inoltre potrà aumentare la propria possibilità di ravvedersi spontaneamente con il ravvedimento operoso “allargato” e potrà correggere o aggiornare, attraverso l’intermediario e la rete
di assistenza dell’Agenzia, le omissioni sanate o eventualmente non dovute.
D’altro canto l’Amministrazione Finanziaria risparmierà risorse da impiegare altrove ed incasserà subito imposte, interessi e sanzioni.
Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2015, il contribuente avrà più tempo per rimediare la violazione con il nuovo ravvedimento lunghissimo sanando la propria posizione anche dopo oltre 1 anno.
Non c’è quindi un limite temporale e fino a quando il Fisco non notifica la violazione, il contribuente può rimediare, calcolando una nuova sanzione ridotta pari al 5% contro il 30% previsto in caso di accertamento fiscale da parte dell’Amministrazione.
Con la Legge di Stabilità 2015, si aggiungono al ravvedimento sprint, breve e lungo le seguenti tre opzioni:
· se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni, si applicherà la sanzione ridotta al 3,3% (1/9 del minimo, pari al 30);
· se la regolarizzazione avviene entro 2 anni o entro la seconda dichiarazione successiva, la sanzione sarà ridotta al 4,2% (1/7 del
minimo);
· se la violazione verrà sanata oltre i 2 anni o oltre 2 anni della dichiarazione successiva, la sanzione sarà del 5% (1/6 del minimo) e
verrà definito ravvedimento lunghissimo.

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi approfondimenti pubblicati nel blog

TROVA-FINANZIAMENTI

RICHIEDI INFORMAZIONI

RICHIEDI INFORMAZIONI

Inserire il codice di sicurezza
captcha
Accetto la politica privacy