Tra le tante email che ricevo e commenti sul blog spesso mi viene posta questa domanda:
“Sono un contribuente che ha aderito al regime dei minimi. Esiste un elenco di costi che posso scaricare?”

Ho deciso allora di scrivere un articolo e fare un pò di chiarezza.

Costi deducibili regime dei minimi

La domanda, così come la risposta, interessa non sono quei contribuenti che hanno aderito al regime dei minimi, ma tutti coloro che hanno una partita iva.
Questo perché non esiste un vero e proprio elenco di costi deducibili, ma il principio generale è che un costo è deducibile se inerente l’attività che si svolge (principio di inerenza).

Faccio un esempio per capirci. Una modella potrà dedurre dal reddito i costi del parrucchiere, o i prodotti per la cura della bellezza, o le spese di abbigliamento, tutti costi non deducibili per esempio da chi svolge un attività commerciale o un attività che si svolge prevalentemente sul web.
Esistono poi tutta una serie di costi “buoni” per tutte le attività.

Innanzitutto i contributi previdenziali, la spesa più ingente che tutti noi dobbiamo affrontare. Un contribuente minimo potrà dedurli dal reddito al 100%.

Poi ci sono i costi per l’autovettura (carburanti, manutenzione, assicurazione, bollo) o i costi di telefonia, deducibili entrambi per un contribuente minimo al 50%, perché considerati ad uso promiscuo.

Un cenno a parte merita l’acquisto di attrezzature. Per esse non opera l’ammortamento, ma in regime dei minimi il relativo costo potrà essere dedotto per intero nell’anno in cui viene pagato. Attenzione a non superare il limite triennale dei 15.000 euro.

Ricordiamo che un contribuente minimo deduce come costo anche l’importo dell’iva.