L’utilizzo delle nuove prestazioni occasionali sarà consentito solo se sono presenti massimo cinque dipendenti a tempo indeterminato, e mai nel settore edile.
E’ quanto prevede la legge n. 96 di conversione del dl n. 50/2017, pubblicata nella G.U. n. 144 del 23 giugno 2017.

Prestazione occasionale 2017: cosa cambia

prestazione occasionale Si chiama prestazione occasionale la soluzione del governo all’abrogazione dei voucher.

E’ una prestazione atipica e sostituisce le prestazioni accessorie che venivano retribuite con i buoni lavoro, ossia i blocchetti di 10,20,50 voucher del valore di 10 euro.

Le nuove regole prevedono due diversi regimi: uno per le famiglie e l’altro per i soggetti non famiglie, vale a dire imprese, professionisti, altri titolari di partita Iva.

In particolare, possono far ricorso alle nuove prestazioni:
1. Le persone fisiche, che non esercitino attività professionale o d’impresa, perciò famiglie, mediante il Libretto Famiglia;
2. Gli altri utilizzatori mediante il contratto di prestazione occasionale.

Prestazione occasionale pubblica amministrazione

Le amministrazioni pubbliche hanno una disciplina a sé: possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, nel rispetto dei vincoli di bilancio per gli enti pubblici e comunque per una durata massima di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile (limite valido per singolo prestatore di lavoro), esclusivamente per le seguenti esigenze temporanee o eccezionali:

  • nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Prestazioni occasionali per le famiglie

Quando a essere interessata alle prestazioni occasionali è una famiglia, ossia una persona fisica che non esercita attività professionale o d’impresa, essa deve acquistare una Libretto Famiglia, attraverso la piattaforma informatica dell’Inps, ovvero presso gli uffici postali: si tratta di un libretto nominativo prefinanziato, che serve per il pagamento delle prestazioni occasionali a uno o più prestatori nell’ambito di:
• piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
• assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
• insegnamento privato supplementare.

Ciascun Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora.

Prestazioni occasionali per imprese e professionisti

Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore non famiglia (imprese, professionisti, pubblica amministrazione) acquisisce, con modalità semplificate, le prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità, entro certi limiti d’importo e di durata.

E’ vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

  • da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • da parte delle imprese del settore agricolo, eccezione fatta per le attività lavorative rese dai seguenti soggetti, a condizione di non essere iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (elenco redatto dall’Inps e finalizzato al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione: titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università; persone disoccupate; percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (Rei) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito;
  • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

In caso di violazione del predetto divieto, la disciplina prevede l’applicazione di una sanzione pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 e euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.
Si tenga conto, tuttavia che in questi casi è altissimo il rischio della conversione del contratto in rapporto di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato.

La procedura operativa

Tre le fasi operative per fruire di prestazioni occasionali:
1. registrazione;
2. attivazione
3. denuncia.

La prima fase serve a farsi identificare dall’Inps.

La seconda è di deposito della provvista finanziaria per il pagamento di prestazioni e oneri.

La terza è la denuncia anticipata delle prestazioni.

Vediamo le singoli fasi.
Innanzitutto è previsto l’obbligo di registrazione a carico sia degli utilizzatori e sia dei prestatori. Registrazione e successivi adempimenti vanno svolti all’interno di una specifica piattaforma informatica gestita dall’Inps, personalmente o tramite un consulente del lavoro o altro professionista abilitato.

Seconda fase è il deposito presso l’Inps di una somma necessaria a pagare prestazioni e relativi oneri.
Il deposito va fatto con F24, ma senza compensazione, e dal totale versamento è tolto l’1% destinato a rifondare l’Inps degli oneri di gestione.

Terza fase è la denuncia delle prestazioni, da fare e ripetere in ogni occasione.

Attenzione alla tempistica: la denuncia è anticipata, cioè preventiva, nel caso di imprese e altri soggetti non famiglie.
In particolare l’adempimento va assolto almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione occasionale, tramite la piattaforma informatica o contact center dell’Inps. Si tratta dell’invio di una dichiarazione contenente, tra l’altro, dati anagrafici e identificativi del prestatore; luogo di svolgimento della prestazione; oggetto della prestazione; data e ora inizio e termine della prestazione ovvero, nel solo caso di imprenditore agricolo, durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni; compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata (fa eccezione il settore agricolo). In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione, l’utilizzatore non famiglia è soggetto alla sanzione del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione giornaliera non comunicata.

Può capitare che, una volta denunciata una prestazione, questa poi non venga effettivamente svolta per varie ragioni. In questi casi è prevista la revoca della comunicazione, da fare entro i tre giorni successivi a quello del programmato (e denunciato all’Inps) per lo svolgimento della prestazione, sempre attraverso la piattaforma informatica Inps o tramite contact center.

Se la revoca non viene fatta, l’Inps dà per assodato che la prestazione sia stata regolarmente svolta. In ogni caso di comunicazione, il prestatore riceve notifica attraverso short message service (sms) o posta elettronica.

Lavori pagati dall’Inps

Con riferimento a tutte le prestazioni rese nel corso di un mese, l’Inps procede al pagamento del compenso a favore del prestatore il giorno 15 del mese successivo.