Con la vendita sempre più diffusa degli smartphone, sono sempre di più coloro che sviluppano delle proprie applicazioni e li mettono in vendita sui marketplace più diffusi.

Vendere app android

Il primo passo è quellopartita-iva-per-vendere-app di siglare un contratto, tecnicamente chiamato Developer Program, a seconda dell’applicazione che si vuole vendere (Android, Apple, ecc.). In genere per ogni applicazione venduta la società trattiene un 30%, lasciando la restante parte allo sviluppatore dell’applicazione.

Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni android e iphone

Dal punto di vista fiscale, l’attività si configura come e-commerce diretto, dove sia la transazione sia il pagamento avvengono interamente online. Il regime fiscale più adatto per gestire questo tipo di attività è sicuramente il regime forfettario. Questo, a nostro avviso, per due motivi principali: 1) Usufruire di una tassazione agevolata al 5% 2) Chi vende applicazioni, in genere (almeno per la nostra esperienza) è un lavoratore dipendente, ha già quindi dei redditi. Aprendo partita iva ed aderendo al regime forfettario, eviterebbe il cumulo dei due redditi e quindi una tassazione più elevata. Bisognerà ovviamente possedere e rispettare determinati requisiti.

Fatturazione vendita app

Fatturando a società europee o extraUE, la fatturazione avverrà in ogni caso senza iva. Se si sceglie di non aderire al regime forfettaio, e quindi si sceglie il regime ordinario di tassazione, ciò genera un credito iva costante, che può essere utilizzato per compensare eventuali imposte dovute.

Chi vende applicazioni deve fare attenzioni a particolari adempimenti ai quali potrebbe essere soggetto. Se lo sviluppatore vende le sue applicazioni in un paese europeo dovrà essere iscritto al Vies, l’elenco dei soggetti autorizzati ad operare in unione europea.

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8 Responses to Partita IVA per vendere App online

  1. Lucia scrive:

    Salve, vorrei pubblicare un app a pagamento sul play store google non possiedo una partita iva, desideravo sapere come fare dal punto di vista fiscale con i guadagni.
    Spero mi possiate aiutare.

  2. Giuseppe scrive:

    Salve,
    sono un lavoratore a tempo indeterminato full-time (consulenza informatica) e nel tempo libero mi diletto a realizzare applicazioni per smartphone.
    Ho pensato in questi giorni di iniziare a realizzare applicazioni da vendere sugli appositi store (tipo Google Play): sostanzialmente il meccanismo è il seguente io pubblico l’applicazione (ciò consiste nel fare l’upload di un file sul server Google, quindi parliamo di un bene immateriale) per smartphone definendo il prezzo al quale voglio venderla, da qualche parte nel mondo qualcuno la compra (scaricando il file sul suo smartphone) e quindi per ogni applicazione venduta Google si tiene il 30% e da a me il restante 70% attraverso pagamenti mensili.
    Quindi se in un mese io vendo 100 applicazioni da 1 euro l’una a me viene fatto all’inizio del mese successivo un bonifico da 70 euro.
    Da un punto di vista fiscale come dovrei inquadrare questa situazione? Si può parlare di diritti d’autore per opere di ingegno o dovrei aprire partita-iva ed emettere 12 fatture annuali a Google (dovute ai 12 pagamenti annuali/1 mese)? A quali costi vado in contro (considerando anche il suo eventuale onorario)? Devo ad esempio iscrivermi alla gestione separata INPS essendo un lavoratore a tempo indeterminato?
    Ovviamente il punto per me di maggiore interesse è quello relativo ai costi/annui dal momento che potrei anche vendere pochissime applicazioni e non vorrei ritrovarmi a coprire dei costi eccessivi.

    Grazie per la sua cortese attenzione

    • Cristian Marra scrive:

      Salve,
      deve, oltre che aprire partita iva, iscriversi al registro imprese. Per l’iscrizione sono dovuti bolli e diritti di segreteria (17,50€ + 18,00€).
      Annualemente versa il solo diritto annuale (88€).
      Essendo dipendente può richiedere l’esonero dal versamento dei contributi Inps. Non deve iscriversi alla gestione separata.
      Emetterà quindi fattura ogni qual volta riceverà il bonifico da Google.
      Per ciò che riguarda il nostro onorario ci contatti pure in privato.

  3. Paolo scrive:

    Ho inviato telematicamente la variazione del codice attività di una azienda per applicazione degli studi di settore come previsto dalla normativa. File scartato perchè successivamente alla data indicata (01.01.2012) avevo già inserito a suo tempo un’altra variazione. Ci sta. Ho chiamato il call center dell’Ade che mi ha detto che in questi casi entro 5 giorni dal messaggio di scarto dovevo presentare la stessa dichiarazione a sportello, cartaceamente. A sportello mi dicono che non hanno queste disposizioni, che loro non prendono il cartaceo se non per i professionisti e le ditte, che i cinque giorni successivi allo scarto della fornitura non esistono, che devo rimandare tutto telematicamente a decorrere dalla prima data utile e che comunque sono in sanzione……..Vi è mai capitato???

  4. Andrea scrive:

    Buongiorno,
    sto progettando con un mio socio un progetto web relativo alla realizzazione di un portale social network integrato con un app scaricabile su moderni cellulari IOS/ANDROID
    Gli utenti iscritti al portale, avviando l’applicazione sul cellulare, impostando la propria destinazione, possono individuare l’utente conducente che transita nelle vicinanze e chiedere un passaggio pagandolo con i punti acquistati sul social network.

    Ne io ne il mio socio ce la sentiamo di aprire una partita IVA individuale e di conseguenza costituiremo una SRL semplificata.
    Il flusso di fatturazione è il seguente.
    L’utente acquista sul sito un pacchetto di punti (10,20,30,40, 50 punti). Ciascun punto equivale a 1 Km di passaggio che costa 0,23 cent

    1. IL PREZZO DI ACQUISTO DEI PACCHETTI PUNTI DOVRA’ ESSERE IVA INCLUSA. ( NOI PAGHEREMO ALLO STATO IL 22% D’IVA???
    ALCUNI COMMERCIALISTI SOSTENGONO CHE al momento della ricarica non effettuate alcuna prestazione di servizi o cessione di beni, l’operazione è esclusa da IVA ai sensi dell’art. 2, comma 3, D.P.R. n. 633/1972 in quanto trattasi di una mera movimentazione di carattere finanziario, dal momento che trasforma una somma di denaro in un credito?
    2. Il passeggiero paga 0,23 cent per ogni km
    3. Il conducente guadagna 0,1 ogni Km percorso con il passeggiero a bordo
    4. Ricavo Social car: = 0,23 € 0,1 = 0,13 cent/km QUESTO RICAVO DOVRA? ESSERE TASSATO ??? ABBIAMO CONSIDERATO NELLA SIMULAZIONE UN CARICO FISCALE PARI al 27,5% più il 3,9% di irap
    5. Ricavo Social car tassato (31,4%): 0,040 cent/km
    6. Il credito acquisito dagli utenti potrà essere trasformato in buoni carburante (NOI ACQUISTIAMO I BUONI CARBURANTE CHE POI SPEDIAMO AGLI UTENTI CHE CHIEDERANNO DI TRASFORMARE IL LORO CREDITO ACCUMULATO IN BUONI CARBURANTE.
    Se il valore dell’omaggio al singolo cliente non è superiore ai 50 euro sono completamente deducibili in quanto considerati come spese di pubblicità e propaganda COME CI REGOLIAMO CON IL FISCO ??

    E’chiaro che l’unica attività di acquisto da parte dell’utente è l’acquisto dei punti sul sito. Il sistema poi sulla base dei percorsi richiesti dall’utente passeggiero, calcola il costo della tratta e automaticamente sottrae il credito dell’utente passeggiero e incrementa il credito dell’utente conducente di tanti punti quanti sono i Km che sono stati richiesti dall’utente passeggiero.
    La seconda transazione è la trasformazione richiesta dall’utente del suo credito in buoni carburante. Avevamo anche pensato a trasformare il credito in euro facendo un bonifico sul IBAN dell’utente ma in questo caso bisogna fare una ritenuta d’acconto al 20% e l’utente deve portarlo in detrazione.

    Ti sarei grato se potessi confermarci il ciclo di transazioni (IVA, deducibilità e altro)
    Grazie

  5. Dario scrive:

    Sull’argomento tassazione delle app e adempimenti degli sviluppatori segnali il libro appena uscito: APP MOBILE regimi fiscali contabili e giuridici editore Maggioli

  6. Giulio scrive:

    Salve,
    sono un sviluppatore mobile nel tempo libero e lavoro anche part time presso un’ azienda pubblica. Ultimamente i guadagni che provengono dalle mie app hanno raggiunto cifre piuttosto alte (dai 2000 ai 5000 euro mensili). Mi so quindi informando per regolarizzarmi a livello fiscale. Premetto che i guadagni avvengono per lo più dalle pubblicità all’interno delle applicazioni, che sono quasi tutte gratuite. Ricevo qundi pagamenti su paypal direttamente dalle compagnie pubblicitarie come Admob o altri. Devo aprire partita iva?

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno
      si, è obbligato all’apertura della partita iva. L’inquadramento corretto prevede anche l’iscrizione al Registro imprese. Con un contratto part-time è anche obbligato all’iscrizione all’Inps e al versamento dei contributi inps.
      Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
      Saluti

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