È una domanda che mi pongono in molti. Beh, ecco la risposta.
In sostanza, il limite per l’utilizzo di contante e assegni trasferibili è scattato il 6 dicembre 2011, con l’art. 12 d.l. 6 dicembre 2011, n. 201. Tuttavia, è stato previsto un periodo di “tolleranza”, che scade proprio questo mese. Periodo introdotto per fare in modo che gli italiani si abituino al nuovo sistema. Ma a partire dal prossimo primo febbraio scatteranno le sanzioni per chi viola le norme. Pene pecuniarie che prevedono una multa di minimo 3 mila euro ed una segnalazione al Fisco.
Tale manovra, come forse sapete, è stata fatta per limitare la circolazione del contante e tracciare i movimenti di danaro. Il limite imposto è di 1000 euro. Ciò implica che possono essere ancora pagati in contanti beni e servizi che arrivino a 999,99 euro.

Questo limite riguarda i trasferimenti senza intermediari. Quindi, senza il tramite della banca o delle Poste Italiane, e si applica anche alle donazioni.

Gli unici strumenti permessi saranno: bonifici bancari, carte di credito, bancomat, assegni bancari e circolari non trasferibili.

Per quanto riguarda le fatture, vi è l’obbligo di utilizzare il bonifico bancario, il bollettino postale, il Rid, l’home banking, un assegno bancario o postale, un assegno circolare, una cambiale, una ricevuta bancaria.

L’ultima nota per quei dipendenti che ancora percepiscono lo stipendio in contanti. Anche per loro c’è l’obbligo di adeguarsi, naturalmente. E con le nuove limitazioni, il datore di lavoro sarà obbligato a versare lo stipendio o tramite bonifico e consegnando a mano un assegno circolare.