Importanti novità sul fronte dell’ e-commerce con i dati dell’ultimo rapporto della Casaleggio e Associati, che evidenziano un settore ormai sempre più in crescita, soprattutto da parte di società commerciali on line come Ebay e Amazon.

Tuttavia proprio rispetto ad Amazon, c’è da evidenziare la recente apertura della nuova succursale italiana che ha rivoluzionato il sistema precedente di fatturazione, con lo stop definitivo sul reverse charge.

E-commerce sempre più in crescita nel contesto italiano

Prima di passare alla questione del reverse charge, soffermiamoci su alcuni dati del rapporto della Casaleggio e Associati sull’e-commerce del 2014, ossia di:

  • Fatturato e-commerce in Italia nel 2014 di 24,2 miliardi di euro (+8% rispetto al 2013)
  • Acquisti e-commerce eseguiti in egual misura da privati e titolari di partita Iva
  • Performance in termini di crescita soprattutto da parte delle grandi società dell’e-commerce: Amazon ed Ebay.

Dati come notiamo significativi e che però devono essere collegati al contesto operativo di Aprile 2015, ossia alla data in cui sono stati pubblicati gli ultimi dati sull’e-commerce.

Questo perché grandi gruppi sull’e-commerce come Amazon applicavano ancora il regime del reverse charge, ossia di una fattura senza addebito dell’Iva nei confronti dei clienti che acquistavano on line, per la presenza solo in Italia di centri di smistamento e sede della società in Lussemburgo.

Tra l’altro la procedura del reverse charge, prevede a carico del soggetto passivo (cliente) di dover eseguire una integrazione nelle fatture ricevute con i dati relativi alle imposte fiscali. Da Maggio 2015, invece, tale procedura non potrà essere più applicata da Amazon e tutte le nuove fatture dovranno prevedere l’inserimento dell’Iva.

Cosa cambia nelle fatturazioni e-commerce con Amazon?

Cosa è cambiato tra Aprile e Maggio 2015 per i titolari di partita Iva che eseguivano acquisti e-commerce su Amazon? Che a seguito di apertura di nuove succursali in Europa, Italia compresa, non sarà più possibile utilizzare il regime del reverse charge.

Ad oggi, dunque, Amazon è un soggetto passivo stabilito in Italia e tenuto di conseguenza ad indicare in fattura la componente relativa alle imposte italiane sul valore aggiunto (IVA).

Nei rapporti noti come B2B, ossia con soggetti passivi titolari di partita Iva, è infatti fondamentale che tutte le fasi relative all’acquisto di prodotti dell’e-commerce siano registrate e gestite in ogni passaggio per garantire informazioni sul profilo fiscale sempre immediate.

Inoltre anche se si tratta di acquisti on line, la consegna è comunque eseguita materialmente e di conseguenza vale il luogo in cui è stabilita fiscalmente l’azienda per l’applicazione del trattamento Iva.