Nonostante manchi solo un mese al termine utile per il pagamento delle imposte, a titolo di saldo per il 2013, e sotto forma di acconto per l’anno attualmente in corso, l’amministrazione finanziaria non ha ancora provveduto a rilasciare la versione definitiva del software GE.RI.CO. Tale circostanza, dunque, pone i professionisti nella condizione di non poter applicare gli studi di settore alla situazione sia economica che patrimoniale dei clienti in modo tale da calcolare la loro eventuale congruità agli standard fissati.

Si tratta, in altre parole, di una situazione che obbliga i rappresentanti di determinate categorie di chiedere una nuova proroga dei termini. A tal proposito, Aldo Milanese, Presidente dell’ODCEC di Torino, ha inviato una lettera a Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia, e ad Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Nella lettera in questione ha voluto denunciare l’emergenza.

Il Presidente Milanese ha voluto segnalare, in particolare, l’assenza, non solo di una versione definita, ma anche di una provvisoria che anche se non in grado di fornire risultati utilizzabili per gli adempimenti di natura dichiarativa, permetterebbe di constatare la congruità così come la coerenza rispetto agli studi di settore applicabili nel periodo in assenza dell’influenza dei correttivi. Oltre a ciò, sono assenti i modelli di comunicazione e il decreto ministeriale per l’approvazione dei correttivi che, dopo essere stato emanato, dovrà essere oggetto di ricezione del software.

Di conseguenza, sempre secondo Milanese, la diffusione ritardata del predetto software rende arduo il tempestivo calcolo e i successivi versamenti.

È da tutte queste circostanze, quindi, che nasce la richiesta di proroga da parte del Presidente di ODCEC che, peraltro, ha ribadito che i lavoratori professionisti sono orgogliosi del continuo aumento degli adempimenti ad essi affidati, segno della fiducia che il legislatore ripone, e ha riposto, in loro. È proprio per questo motivo, infatti, che è auspicabile un rapporto sempre più complice tra le due parti.

Ciò che si vuole limitare, dunque, è la difficoltà legata al ritardo con il quale, sempre più spesso, sono rilasciati gli strumenti di lavoro, favorendo, ovviamente, un perenne stato d’emergenza e continue richieste di proroga. Ebbene, tutte queste circostanze spiacevoli potrebbero essere scongiurate se ai commercialisti, e dunque ai rappresentanti delle categorie professionali, fosse data la possibilità di operare senza dover far fronte a questo tipo di difficoltà. Al momento questa supplica non sembra aver sortito gli effetti sperati; c’è solo da augurarsi che nel più breve tempo possibile la situazione finora esposta giunga ad esiti positivi.