La risposta alla domanda è positiva, indennità di mobilità e partita iva sono tra loro compatibili, ma entro certi limiti. Vediamo quali e soprattutto quali passi seguire.
La normativa di riferimento è la legge n. 223/1991 e la Circolare INPS n. 67 del 14 aprile 2011.
La legge n. 223/1991 concede la possibilità al lavoratore in mobilità di richiedere il pagamento anticipato dell’indennità in un’unica soluzione per aprire partita iva. Per maggiori approfondimenti su come presentare la domanda leggi il nostro articolo: Mobilità anticipata per apertura partita iva.
L’indennità dovrà essere restituita, se entro 24 mesi dalla data di corresponsione dell’importo, il lavoratore viene assunto, dandone comunicazione scritta alla sede dell’INPS entro il termine di 10 giorni.
Quella di richiedere l’anticipazione dell’indennità in un’unica soluzione è solo una facoltà e non un obbligo.

Qual è il limite di reddito per conservare lo stato di disoccupazione

L’erogazione demobilita-e-partita-ivall’indennità è legata allo status di disoccupazione. L’art. 4 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 stabilisce il mantenimento dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione.
In seguito al meccanismo di detrazioni ad oggi vigente, tale limite di reddito, è pari per il lavoro autonomo ad euro 4.800 annui.
Spetta al lavoratore che voglia aprire partita iva:
A) comunicare preventivamente, quindi prima di aprire la nuova attività, alla sede provinciale INPS l’intenzione di avviare una attività di lavoro autonomo, per evitare la decadenza dal diritto alla percezione dell’indennità di mobilità.
B) dimostrare e documentare l’effettivo ammontare dei guadagni previsti per la nuova attività e la loro collocazione nel tempo, per dare all’Istituto la possibilità di erogare l’eventuale quota differenziale.
Alla luce di ciò è molto probabile che l’Inps sospenda, almeno inizialmente, l’erogazione dell’indennità di mobilità.
Come detto sopra, infatti, spetta al lavoratore dimostrare il reddito conseguito con partita iva, attraverso la propria dichiarazione dei redditi e sarà poi l’Inps a stabilire se spetta e in quale misura.
Facciamo un esempio per capire:
– se ho diritto ad una integrazione salariale di € 700,00 al mese e la mia attività autonoma produce un reddito di € 400,00 al mese la mia indennità salariale verrà ridotta a € 400,00 al mese, se invece il mio nuovo reddito è di 700 euro al mese non avrò più diritto all’integrazione salariale.

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2 Responses to Mobilità e partita iva sono compatibili?

  1. antonio scrive:

    io sono gia stato una volta da quello che sara’ il mio fiscalista per le curiosità e domande.vi chiedo posso aprire una partita iva” trasporto conto terzi merce”senza perdere l’indennita’ della mobilità?grazie

  2. Ugo Baldassarre scrive:

    E se la partita Iva è già aperta (come secondo lavoro?

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