I minimi, per la determinazione del reddito, non fanno rinvio alle disposizioni previste dal Tuir, quindi non saranno colpiti dalla riduzione di deducibilità delle auto previste dalla Riforma del lavoro che ha portato dal 40% al 27,5% la quota deducibile delle spese relative ai veicoli adibiti a uso promiscuo.

Tale novità fiscale – ricordiamo – non è immediatamente efficace, essendo prevista la sua applicabilità solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 18 luglio 2012.
Ad ogni modo, come anticipato non coinvolge i contribuenti minimi. Per tale regime sono previste delle regole particolari di determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sul reddito. La Finanziaria 2008 ha previsto, infatti, che il reddito dei soggetti che rientrano nel regime “è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa o dell’arte o della professione”.

Tutto ciò è stato anche confermato dalla circolare n. 7/E/2008 dove si legge: “a prescindere dalle disposizioni del TUIR che prevedono uno specifico limite di deducibilità per le spese di acquisto delle autovetture e dei telefonini, si ritiene che, come precisato con la circolare n. 73/E del 2007, al paragrafo 2.1, trattandosi di beni ad uso promiscuo, tali spese rileveranno, in ogni caso, nella misura del 50 per cento del relativo corrispettivo. La stessa limitazione si applica anche ai canoni di leasing nell’ipotesi in cui i menzionati beni siano ad uso promiscuo ed acquisiti mediante un contratto di leasing finanziario”.