Dissolviamo un paio di dubbi sulla mera prosecuzione.

Premettiamo che per accedere al nuovo regime di minimi, la normativa specifica che: “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni”.

Detto ciò, facciamo presente che non è richiesta la verifica del requisito della mancanza di mera prosecuzione se l’attività precedente è stata svolta nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di un’attività.

E secondo l’Agenzia delle Entrate (si veda la circolare 17/E/2012) tale principio esiste anche in relazione a tutte quelle attività che devono essere per forza svolte per poter operare in uno specifico settore. Tipo l’artigianato.

Un caso particolare è quello del praticante avvocato che apre una partita Iva. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate ritiene che il praticante avvocato possa accedere al regime del minimi già al momento dell’apertura della partita Iva, e non dopo il superamento dell’esame di abilitazione.

E veniamo ai lavoratori dipendenti.

“È consentito continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio ai soggetti che iniziano un’attività di lavoro dipendente anche in ambiti omogenei a quelli che caratterizzano l’attività di lavoro autonomo o d’impresa non essendo ravvisabile in tal caso alcuno spostamento di imponibile a un regime più favorevole per il contribuente. Si pensi al caso di un geometra che svolga attività libero professionale in regime agevolato assunto come lavoratore dipendente per il medesimo profilo professionale”.